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Da Adaci Emilia Romagna

L’istituto Professionale ha aderito all’attività proposta da ADACI Sez. Emilia Romagna e Marche, simulando una giornata lavorativa tipo dell’Ufficio Acquisti di un’azienda.

Sabato 11 novembre 2017 le classi 4A e la 4B dell’Istituto Professionale “Ercole I d’Este” (Ipsia), indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica, hanno partecipato all’attività di alternanza scuola-lavoro “The Buyer” proposta da ADACI.

Fondata nel 1968, ADACI è l’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management ed ha costituito fin dalle sue origini un preciso riferimento culturale e professionale per chi, in contesto aziendale, si occupa di Approvvigionamenti, Supply Management, Gestione Materiali, Logistica e Facility Management. La sezione Emilia Romagna e Marche dell’Associazione, grazie ai suoi soci professionisti del settore e a, ha recentemente ideato e proposto nelle scuole superiori “The Buyer”, un gioco a scopo didattico che simula una giornata tipo nel mondo degli acquisti e approvvigionamenti.

I ragazzi dell’Ipsia, divisi in squadre e diventati Buyer (acquisitori) per un giorno, avevano il compito di soddisfare delle richieste d’acquisto al fine di ottenere tutti i beni necessari alla costruzione di una bicicletta, rispettando criteri di qualità, tempi di consegna, quantità e cercando di ottenerli al prezzo più conveniente. Per ognuno dei criteri non rispettati era prevista una penalità. La squadra capace di soddisfare tutte le richieste d’acquisto, al minor prezzo possibile e con il numero più basso di penalità (se subite), sarebbe risultata la vincente, consentendo all’Azienda fittizia di mantenere attiva la produzione delle proprie biciclette. Il premio per la squadra vincitrice consiste in una visita guidata gratuita in una delle più importanti aziende dell’Emilia Romagna. Nelle precedenti esperienze in altre scuole della Regione, la visita si è svolta presso la Ducati di Borgo Panigale (BO).

I ragazzi hanno partecipato al gioco con entusiasmo e hanno mostrato interesse, consentendo lo svolgimento della giornata in un clima collaborativo, ma con spirito di competitività tra le squadre. La buona riuscita del progetto è stata possibile grazie anche alla disponibilità e collaborazione delle docenti dell’Istituto, le prof.sse Anna Guglielmetti e Monica Santoro. La prossima giornata di alternanza scuola-lavoro si terrà sabato 25 novembre 2017 presso l’istituto tecnico ITI “Copernico-Carpeggiani”.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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