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Intervista a Maurizio Ganzaroli, scrittore di fantascienza

BORDO PAGINA
Intervista a Maurizio Ganzaroli, scrittore di fantascienza

Stasera, 23 giugno, presso il bar Pinguino chiosco di Via Ticchioni, dalle 20 circa presentazione dell’ ultimo libro di Maurizio Ganzaroli ‘Mondi Diversi’ (eBook Asino Rosso,a cura del futurista ferrarese R. Guerra). Libro elettronico di fantascienza e fantahorror, ‘classica’ ed ‘elettronica’, ispirata da Lovecraft e la saga degli zombies, cinematografica dei vari Romero e Carpenter.

Un libro elettronico degno di Urania. Fantascienza doc o futurismo gotico, tra racconti lunghi e brevi, tra science fiction e fantasy, senza confini di genere… Un approfondimento?
Sono mondi alternativi, mondi malati e mondi che forse coesistono nelle persone e attorno a loro. Mondi che dalla tranquillità passano al caos e al terrore, oppure trovano altre soluzioni per vivere dietro uno specchio. Proprio come Alice, il lettore avrà la sensazione di passare attraverso uno specchio o un varco intradimensionale da cui verrà assorbito e scagliato in un tempo alternativo senza fine e senza via di fuga. Aurore viola, zombie e persone che da buone diventano malefiche, desideri che non si dovrebbero esprimere e ragazze che si sdoppiano, sono soltanto alcuni degli elementi che formano questo libro.

Sei un personaggio conclamato a Ferrara, quasi un destino vista l’infanzia passata a giocare nei giardini di Palazzo Diamanti?
Non so se essere stato bambino dentro al Palazzo dei Diamanti – ci sono quasi nato dentro, avevo solo pochi mesi di vita quando ci siamo trasferiti là – abbia influito su possibili e faticosi successi, ma sicuramente ha influito sulla mia preparazione e declinazione all’arte in tutte le sue prospettive. Basti solo pensare a quando mio padre, stanco di dover imbiancare continuamente i muri disegnati da me, quando compì sei anni mi comprò degli acquerelli e due pennelli come regalo di compleanno, e dopo aver dipinto il tramonto che avevo ammirato la sera prima sul fondo di cartone della torta che avevo conservato, Giorgio De Chirico, che passeggiava per il porticato del palazzo, lo volle acquistare a tutti i costi (non era abituato ai rifiuti). Per i 15 giorni in cui rimase a Ferrara, ogni giorno venne a chiamarmi perché lo seguissi all’interno della galleria ad ammirare i suoi quadri, che mi spiegava con dovizia di particolari, mentre che spaventava i visitatori apparendo loro alle spalle senza preavviso.

Ferrara città d’arte o mito? Di scrittori … convenzionali o creativi?
Ferrara è stata una città d’arte e continua sopravvivere su quel mito ancora oggi.
Forse perché i tempi sono cambiati o perché sono cambiate le necessità e le persone, quella che un tempo era la terza città dove esporre per poter dire che si era ‘arrivati’ era Ferrara, e il palazzo dei Diamanti era famoso come il Metropolitan di New York, oggi siamo diventati un po’ sbiaditi. Ferrara ha sempre sfornato creativi e artisti di ogni genere e in altre epoche c’è stato modo di essere riconosciuti dentro alla città per quello che si era e si valeva, invece di dover uscire e rientrare poi dalla porta di servizio.

La fantascienza ‘classica’ e un poco dark alla Lovercraft attraversa la tua scrittura, ma anche l’Immagine – la tua pittura – e l’arte elettronica, la tua Net Art, esatto?
Sicuramente tutti i miei racconti sono visivi poiché le scene, le emozioni che descrivo sono sempre viste da me come dei quadri, in parte per il fatto che sono pittore e in parte perché essendo anche videomaker, queste scene le vedo scorrere davanti a me e descrivo ciò che vedo e non come dovrebbe essere. Lascio molto spazio alla fantasia della persona che deve spaziare nel leggere e non descrivo in maniera barbosa o troppo precisa. Credo che il racconto debba essere scritto proprio come se lo si raccontasse a qualcuno come una favola, buona o cattiva non importa, e che quindi ci debba essere l’interessamento della fantasia, affinché ognuno ci metta le sue paure, le sue fobie ed ossessioni nelle cose che va ad ascoltare, così da avere un carattere del tutto unico per ogni lettore. Spesso succede poi che il racconto non rimane soltanto qualcosa di scritto, ma diventi qualcosa d’altro come nel caso di Bianca e Lucente, che è diventato un quadro in mostra in questo momento a Roma, oppure come Electric Girls chè è diventato un progetto multiartistico.

Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi?
Facile. Tutti! Sono una persona che si getta subito a capofitto nelle sfide specie se sono cose mai provate prima, anche se comunque ho esperienze in diversi campi dell’arte, dalla sceneggiatura, alla recitazione, dalla performance alla pittura, dalla installazione light art alla poesia ecc. scrivo articoli sui misteri, musica e cinema.

Info:
bn italia
future shock
ebook

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