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Carife: per il Tribunale di Ferrara tutti i risparmiatori devono essere risarciti anche dalla Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara

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da Alessandro Maola Comunicazione

Grande vittoria dello studio Bdf in materia di azioni Carife: adesso tutti gli azionisti delle quattro banche finite in default (Carife, Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti) hanno la speranza di recuperare i denari investiti in azioni e obbligazioni subordinate e non rimborsate.
Dopo un giudizio brevissimo durato soli quattro mesi, con ordinanza in data 31.10.17, il Tribunale di Ferrara ha condannato la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara s.p.a., ossia l’ente ponte creato per la cessione della vecchia Carife alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, al risarcimento di tutti i danni subiti da un risparmiatore che aveva comprato azioni, pari alla somma versata (€ 19.209,64), oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese.
La ragione della condanna sta nella violazione da parte della vecchia Carife di alcune norme del Testo Unico Finanziario e del Regolamento Consob attuativo della Direttiva Mifid.
Importante soprattutto la circostanza che il Tribunale abbia respinto l’eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata dalla difesa Nuova cassa di Risparmio, osservando che questa risponde di tutti debiti della vecchia, compresi quelli derivanti da vendita di azioni o obbligazioni, purché conseguenti nullità o inadempimento.
Per gli avv.ti Giovanni Franchi, Stefano Di Brindisi e Lucia Caccavo, che hanno seguito l’investitore è una tappa fondamentale per la tutela degli azionisti di tutte le quattro banche, Carife, Carichieti, Banca Marche e Banca Etruria finite in amministrazione straordinaria, I quali, nessuno escluso, hanno la possibilità di recuperare i denari perduti. Ed analoga probabilità hanno gli obbligazionisti subordinati, che non hanno ricevuto, per qualche morivo il rimborso.
Sempre per gli avv.ti Franchi, Di Brindisi e Caccavo tale provvedimento dimostra che non è vero che non vi è altra strada che la costituzione di parte civile nei processi penali avviati contro amministratori e sindaci di quelle società. L’ordinanza pronunciata dal Tribunale di Ferrara dimostra che la via maestra è quella del giudizio civile, da avviare dopo aver dato corso alla mediazione obbligatoria.

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