Da Organizzatori

Da giovedì 8 giugno la Galleria FabulaFineArt presenta la mostra collettiva ‘Carte in Gioco’ a cura di Giorgio Cattani e Annamaria Restieri. In mostra opere su carta di quattro giovani artiste: Martina Donato, Viola Leddi, Chiara Melluso, Priscilla Sclavi.
“Tempo immobile. Quattro donne osservano al tavolo di un bar di periferia, luoghi dove uomini con sigaretta alle labbra sono immuni dal pensare, giocano partite a carte infinite e mentre il mondo attorno cambia vorticosamente, loro imperturbabili continuano. Fingono di vedere un dopo, ma sono fermi. Guardano indietro ma sono lì. Hanno pelli grasse di ovvietà. Si sente ancora l’odore di sigarette consunte tra le labbra. Si sente ancora il fruscio di carte lasciate sul tavolo. Ieri? L’altro ieri? No, oggi”. Immaginiamo allora, quattro ragazze, quattro artiste staccarsi da quei tavoli lontani dal mondo reale; sono donne già affacciate al nuovo, già protese all’avventura, già oltre quegli sguardi di uomini stanchi e ripetitivi. Sono donne che amano la vita, che amano amare e che si oppongono a quegli insensati giudizi di regole obsolete che fanno fatica a cadere. Combattono, pronte a mettersi contro tutto e contro tutti. Dicono no alla paura. FabulaFineArt propone Carte in gioco, carte che portano a segni e che attraverso il territorio dell’arte fanno crescere domande su quello che vuol dire essere donna oggi. Si tratta di lavori di quattro artiste che quei tavoli li hanno ribaltati, che tracciano il loro oggi, che danno forma al proprio domani.

Le opere in mostra, nella loro profondità, volano con leggerezza e stimolano un guardare diverso, quell’universo femminile di cui tutti parlano ma nessuno vuol conoscere. Particolarmente affascinata dai volti e dalla figura umana, Martina Donato fa emergere dalle sue opere tutto ciò che è interiorità e immaterialità. É una ricerca volta a cercare la vera essenza dell’uomo, la meraviglia dell’origine, a portare in luce i suoi timori, il suo rapporto con il mondo, con se stesso. Tutto questo trapassa nella sua opera con la forza del gesto segnico appena accennato, con delicati grumi materici di una ruvidezza apparente che danno vita ad apparizioni emblematiche. L’artista recupera quanto celato, prima che muti, trasformato dal tempo. Si tratta quasi di reperti, una sorta di archeologia della materia. La pratica artistica di Viola Leddi si fonda principalmente sull’interpretazione di immagini mentali per mezzo del disegno automatico e della parola. In questa serie di piccoli lavori a grafite, l’artista concepisce lo spazio bianco della carta come un luogo sia fisico che mentale ove far convergere diversi elementi quali linee, puntini e tratti. Sono ibridi che reclamano un nome. L’atto di nominare, di intitolare, richiama a quella tendenza psicologica con cui l’uomo arcaico, nel fantasticare sulle cause dei fenomeni naturali, conferiva a queste una personificazione biomorfica, zoomorfica o antropomorfica, plasmando cosí le proprie divine entitá. Il titolo, scritto in basso ad opera finita, è la dichiarazione di possesso di ció che ha generato, mentre l’ironia diventa una componente fondamentale in quanto permette ed articola un continuo gioco di rimandi tra la forma e il significato. Le opere su carta di Priscilla Sclavi raccontano l’esperienza di una donna, le sue battaglie, le sconfitte e le vittorie. Si tratta di impressioni, suggestioni interiori, storie segrete che l’artista tesse sulla carta come deposito di memorie ordinarie: epifanie evocatrici, sospese tra il loro dissolversi e il loro apparire. Contrasti di colori e abbracci di sfumature si rincorrono nelle intriganti trasparenze della carta e conducono a nuove suggestioni, lasciando intravedere quelle avvenute e delineando quelle successive. Si dà vita così a nuove relazioni, a nuovi racconti. “Nessuna donna deve sentirsi “grigia” – affermava Suzanne Mallouk – nessuna donna deve nascondersi”. Nei quaderni di Chiara Melluso si avverte un’intimità fisica. Sono taccuini che raccolgono appunti, formule, immagini contorte e distorte, lontane dal rispetto della somiglianza dell’esteriorità. Immagini di corpi, di persone, di figure o almeno di ciò che ne resta. Nelle diverse pagine viene riproposto il senso fondamentale di questo affidare la nostra vita allo stesso modo di chi, prima di noi, ha lasciato questo mondo. Nell’essere Reversi si comprime lo spazio ad un attimo presente, lo spazio che ci circonda è ridotto ad un sottile strato di carta. Questo è quello che siamo, due facce della stessa medaglia. La scelta del pennarello ad inchiostro indelebile diventa per l’artista uno scalpello della carta in grado di penetrare e rendere tangibile e ogni tratto attraverso il foglio.
Ad accompagnare la mostra sarà anche in questa occasione la presenza di un’opera di un artista connotato nel tempo, indipendentemente dalla sua notorietà.
FabulaFineArt è diretta da Giorgio Cattani e si avvale di un Comitato Scientifico composto da Andrea B. Del Guercio e Veronica Zanirato. In galleria Annamaria Restieri ed Elisa Ugatti.

Martina Donato (Pavia 1996). Vive e lavora tra Milano e Pavia. Nel 2010 si iscrive al Liceo Artistico Alessandro Volta di Pavia dove si diploma nell’anno 2014/2015. In questo periodo ha la possibilità di dare sfogo alla sua creatività e sviluppa la passione per la ritrattistica. Frequenta laboratori artistici di vari artisti pavesi per sperimentare ed apprendere nuove tecniche quali la pittura ad olio e la pittura su ceramica. Nel corso degli anni partecipa ad eventi e mostre di vario tipo e nel 2014 vince la mostra concorso Second Life alla galleria Spazio Arte Graal a Pavia. Attualmente studia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Viola Leddi (Milano 1993). Vive e lavora a Milano. Ha frequentato il Liceo Artistico a Milano e il triennio in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera laureandosi nel 2016. Tra il 2014 e il 2015 ha aderito al programma Erasmus con relativo scambio culturale presso The Royal Danish Academy of Fine Arts (Schools of Visual Arts) a Copenhagen dove ha frequentato la classe di pittura dell’artista svedese Anette Abrahamsson e il laboratorio di ceramica di Karen Harsbo. Entrambe le pratiche artistiche, pittura e ceramica, costituiscono tuttora il medium principale del lavoro dell’artista. Sempre a Copenhagen ha esposto il suo lavoro in due collettive, Rundgang 2015 e The dance of Matisse: three days of hardcore nel 2014.

Chiara Melluso (Milano 1995). Vive e lavora a Milano. Da sempre appassionata dalla cultura artistica, si diploma al Liceo Artistico di Brera nel 2015. Prosegue il suo percorso teorico e pratico nel campo dell’arte iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Oltre all’attività prettamente accademica ad oggi ha concorso in svariati progetti in collaborazione con l’Accademia e con alcuni progetti privati. Attualmente è impegnata al II° anno del triennio del percorso in Pittura.

Priscilla Sclavi (Voghera 1996). Vive a Pavia. Fin dalla tenera età dimostra un forte interesse per il disegno che realizza ispirandosi al mondo che la circonda. Nel 2010 si iscrive al Liceo Artistico Alessandro Volta di Pavia, dimostrando un grande interesse per il ritratto e il realismo dei volti. Nel 2015 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2016 partecipa al concorso nazionale Ritratti Contemporanei a Pescara dove ha accesso alla finale e ha l’opportunità di esporre al Museo Cascella. Nel 2017 partecipa alla mostra collettiva Osservatorio 9, la carica dei 104 ad Arena Po, Palazzo Mandelli. Attualmente studia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Commenta