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  • Da organizzatori

    Hai mai sognato di vivere la magia di una cena in costume in uno splendido castello?
    Noi ti offriamo di trasformare il tuo sogno in realtà attraverso la festa-evento “Cena a Corte nel Carnevale Rinascimentale”.
    Evento unico ed imperdibile, all’interno della splendida cornice del Castello Estense di Ferrara, che sarà allietato da intermezzi di danza, teatrali, facezie, giocolerie, e dimostrazioni dell’arte del duellar e maneggiar il fuoco.
    L’ambientazione nell’antica Ferrara della Corte Estense, getta un ponte ideale tra passato e presente.
    Si potrà così tornare al tempo della Corte Estense, con i suoi fasti, alla sua vita cortigiana e cavalleresca.
    La cena a corte si terrà il 25 Febbraio all’interno del carnevale rinascimentale, a cui si aggiunge anche il Gran Ballo che seguirà alla cena rinascimentale, con dimostrazioni di danza rinascimentale che prevedono il coinvolgimento dei commensali.
    La domenica 26 Febbraio si terrà il pranzo alla locanda dove si potrà assaporare l’atmosfera delle locande rinascimentali luogo d’incontro, di dame cavalieri,contadini gente comune.
    Il menu’ delle due giornate è:
    Cena a Corte
    25 Febbraio 2016 ore 20:30

    Menù di ispirazione rinascimentale con attenzione ai vegetariani, che sará allietato da intermezzi di danza, teatrali, facezie, e dimostrazioni dell’arte del duellar.Durante la serata, potrete inoltre ammirare una sfilata di gioielli su ispirazione rinascimentale a cura di Vesuvio Cadeau.
    Menù Menù Vegetariano
    • Frutta e frutta secca
    • Carousel di salumi e formaggi con composta di cipolle rosse
    • Vellutata di zucca agli aromi antichi
    • Cappelletti emiliani con pere cannella e Saba
    • Boccone del pellegrino
    • Pollo di mastro martino
    • Erbe di campo all’uvetta e pinoli
    • Crostata di alici
    • Dolceriso di Ludovico il Moro
    • Frutta e frutta secca
    • Caciotta e frittata con diverse herbuccie
    • Vellutata di zucca agli aromi antichi
    • Polpette di melanzane alla crema di mele cotogne
    • Boccone del pellegrino
    • Sformato di zucca alla cannella e Saba
    • Erbe di campo all’uvetta e pinoli
    • Torta di Messisbugo
    • Dolceriso di Ludovico il Moro
    Locanda Rinascimentale
    26 Febbraio 2016 ore 13:00
    Menù Menù Vegetariano
    • Zuppa di orzo perlato con ceci e cavolo
    • Pollo alle arance amare
    • Cipolline in agrodolce e chiodi di garofano
    • Diriola (dolce)
    • Zuppa di orzo con ceci e cavolo
    • Palline di riso alle erbe e aneto
    • Cipolline in agrodolce e chiodi di garofano
    • Diriola (torta)

    Vi aspettiamo numerosi per rivivere insieme due momenti indimenticabili della cultura e vita rinascimentale.

    Potete trovare tutte le indicazioni alla pagina:
     per  il COSTO e la procedura di prenotazione alla pagina
    Per informazioni telefonare al 347 0827128

Cena quindi spettacolo come nella migliore tradizione della Corte Estense, come si può vedere dalle foto allegate.

La cena ideata da Adelaide Vicentini organizzata dalla Contrada San Paolo che da sempre ha creduto nella valenza del Carnevale Rinascimentale.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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