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Tiziano Tagliani

Da qualche mese la componente ex SEL ha manifestato espressamente, per bocca del consigliere Leonardo Fiorentini, la indisponibilità a sentirsi rappresentata in giunta dall’Assessore Annalisa Felletti con la quale, a detta del medesimo, si sono da tempo interrotti i rapporti.
Come ho affermato mesi or sono, attendevo che la chiarificazione dei rapporti a sinistra del PD determinasse un clima più sereno per una riflessione anche in merito alla rappresentanza politica, ormai non più corrispondente alla fase iniziale della legislatura.
Questa mia presa di tempo era determinata anche dal positivo giudizio circa l’operato dell’assessore Felletti.
Purtroppo devo prendere atto che la recente personale adesione dell’assessore ad MDP Articolo 1 non ha contribuito a rasserenare i rapporti politici al punto che oggi tutti i gruppi di maggioranza a partire dal PD passando per SEL e Ferrara Concreta, giudicano non sostenibile il mantenimento di una funzione politica e non tecnica in capo ad un assessore che rappresenta un movimento in fase costitutiva, senza alcuna rappresentanza in consiglio e senza un accordo politico con le forze della maggioranza che sostengono l’amministrazione nel Comune di Ferrara.
Mio obiettivo principale è quello di tutelare proprio l’Istituzione Scuola e l’amministrazione nella sua capacità di continuare ad erogare risposte e servizi alle famiglie in un settore delicato quale quello della educazione e della scuola, capacità che i recenti attacchi all’assessore – e quelli che sono facilmente ipotizzabili in futuro – non assicurano.
Identica preoccupazione è quella che nutro per il proseguimento del lavoro avviato sui diritti, la lotta contro l’omofobia e le pari opportunità
Anche i recenti incontri di questa settimana tra MDP e PD mi fanno pensare che se in prospettiva un accordo politico sarà possibile ed utile a tutti, tuttavia a breve termine non intravvedo un traguardo, vista anche la continua dialettica interna che fa del frazionismo a sinistra una costante italiana della quale non intendo farmi carico indebolendo il governo della città.
Ringrazio quindi Annalisa per la collaborazione fin qui dimostrata, assicuro Lei ed i suoi interlocutori che tutti gli impegni assunti saranno garantiti, anche per il futuro, da questa amministrazione nel rispetto degli obiettivi di programma condivisi.
Fino alla prossima fine legislatura affidarò l’incarico alla Dr.ssa Cristina Corazzari , insegnante, che già presiede la commissione scuola del Comune e che quindi ben conosce gli indirizzi e la nostra realtà amministrativa e scolastica. Consentirò comunque a Cristina di ultimare gli impegni con la scuola e le famiglie dei ragazzi che non intendo paghino alcun prezzo per le scelte politiche dell’ amministrazione, il che significa che temporaneamente ne assumerò io la delega .

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Riceviamo e pubblichiamo

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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