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da Marco Bonora

Si nasce sempre meno. La drammatica crisi che ha colpito le nascite in Italia in questi ultimi anni prosegue ancora nel 2017 e ci vede agli ultimi posti in Europa per natalità. Da Repubblica:

“Il fenomeno è riconducibile a due motivazioni principali. Prima di tutto bisogna considerare le difficoltà che i giovani incontrano in Italia per ottenere una loro indipendenza e mettere le basi per costruire una famiglia. Nel nostro Paese, in confronto ad altri Stati europei, ci vuole più tempo per diventare autonomi rispetto alla famiglia di origine. Si va via più tardi da casa, si entra più tardi stabilmente nel mercato del lavoro e di conseguenza si verificano più tardi le condizioni per creare una propria famiglia ed avere un figlio, di solito dopo i 30 anni. Quando poi si trova lavoro, altre difficoltà si presentano, poiché risulta problematico conciliare il lavoro e la famiglia. In Italia mancano delle adeguate politiche di conciliazione (che favoriscano una integrazione degli impegni casa-ufficio), e non ci sente abbastanza solidi da un punto di vista lavorativo e professionale per poter tirare su un proprio nucleo familiare.”

Il governo italiano tenta di arginare questa drammatica situazione con aiuti tampone fra bonus mamme e bebe’. Certamente i fattori economici e sociali sopra elencati hanno reso strutturale questa drammatica situazione e l’impatto sul nostro sistema previdenziale/pensionistico si prevede catastrofico a breve. Ma vi è un’altra prospettiva che va considerata, ancora piu’ invasiva se possibile perchè é dentro di noi, è parte di noi, inesplorata e in incubazione fino all’evento: é l’amore negato che tanti nonni sono generosamente disponibili a donare e a ricevere dai desiderati nuovi arrivati che non arriveranno, e perchè no, con una punta di vitale orgoglio e sano egoismo un vero toccasana rivitalizzante per loro stessi.

Ci si chiederà perché questa riflessione? : da circa un mese, prima del tempo, è arrivato Gregorio, primo nipote, dopo una gravidanza molto tormentata. Un’esplosione, in questi ultimi mesi, di altalenanti stati d’animo e un accavallarsi di emozioni di intensità superiore all`attesa dei figli di molti anni prima: felicità, ansia, preoccupazione, avvilimenti quando tutto sembrava perduto, poi speranze e giuramenti che se tutto fosse andato bene avrei cambiato il quotidiano, la mia vita professionale fatta di aerei, aeroporti, alberghi, incontri nazionali e internazionali, e poi… e poi arrembante arriva questa creatura piccola, indifesa che deve conquistare la sua vita appieno e lottare con tutte le forze in questi giorni sostenuto dall’amore di mamma e papà e dall’aiuto encomiabile e concreto delle strutture ospedaliere.
Una nuova vulcanica presenza che davvero sospende il pensiero corrente e tutto il resto appare in una luce diversa. Si rinasce veramente a nuova vita, cambia la prospettiva.

Si cambia paradigma le famiglie si mobilitano, i nonni e i bisnonni insieme che rivedono la propria carne, le proprie aspirazioni rivitalizzate, la storia delle propria vita proseguire e forse perpetuarsi nei secoli o perlomeno tanto quanto la visibiltà del tempo che il destino loro riserverà.
Poi nel breve tutto probabilmente tornerà routine? La realtà si riprenderà il suo spazio e si ricomincerà?
Si racconta che per la prima volta nell’evoluzione dell’uomo, in questo terzo millennio i figli insegnano ai genitori, figurarsi quanto i nipoti avrebbero da insegnare ai nonni!
Chi risarcirà quei nonni mancati per tanto amore scippato che mai potranno donare al loro vivace futuro? Una crudele e imperdonabile colpa da addebitare totalmente ai gestori della nostra vita, a quegli amministratori e politicanti incapaci che hanno causato questo incalcolabile debito di umanità verso le donne e verso gli uomini che non vedranno mai il loro sorriso riflesso.
In attesa del giovane prodiere: Buon vento Gregg.

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