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da: ufficio Comunicazione ed Eventi UniFe

Luigi Grassi per il Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgico-Specialistiche.
Lorenzo Pareschi per il Dipartimento di Matematica e Informatica.
Il Prof. Luigi Grassi, ordinario di Psichiatria, è stato rieletto Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgico-Specialistiche e il Prof. Lorenzo Pareschi, ordinario di Analisi Numerica dell’Università di Ferrara, è stato rieletto Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica, per il triennio accademico 2015/2018.

“Ringrazio tutto il personale del Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgico-Specialistiche – dichiara il Prof. Grassi – per avermi rinnovato la fiducia in questo compito così importante. La trasversalità dei settori scientifico disciplinari sia preclinici che clinici del Dipartimento, l’integrazione tra ricerca, didattica e assistenza delle sue diverse aree, che spaziano dalle Neuroscienze alla Biochimica, biologia e genetica molecolari, dalle Chirurgie specialistiche alle Scienze motorie, e il numero dei corsi di studio (tre corsi di laura magistrali, sei corsi di laurea triennali, di cui cinque delle professioni sanitarie e sette scuole di specializzazione post-laurea) rappresentano una grande ricchezza e una potenzialità da sviluppare ulteriormente nel futuro.

Se infatti il tempo appena trascorso è stato sicuramente reso difficile dalla necessità di adattarsi ai radicali cambiamenti nel funzionamento del sistema universitario e dai marcati problemi determinati dalla crisi economica del Paese, l’obiettivo è che nel prossimo triennio si possa consolidare quanto ottenuto con determinazione e con l’impegno di tutti in questi anni. In particolare sarà necessario rispondere alle molte esigenze del Dipartimento – che peraltro andrà incontro a riduzione di personale docente – in una visione ampia allargata ai Dipartimenti medici, all’interno del coordinamento della Scuola di Medicina, e collaborativa con gli altri Dipartimenti di Ateneo. Diversi sono i progetti che ci attendono, in particolare la internazionalizzazione, l’ulteriore sviluppo della ricerca e la declinazione ancor più specifica di una didattica moderna finalizzata alla formazione dei futuri professionisti e favorita dalla integrazione con l’Azienda Ospedaliera-Universitaria (AOU) S. Anna e la Azienda Sanitaria Locale (AUSL) di Ferrara, all’interno dei Dipartimenti Assistenziali Integrati e delle strutture assistenziali complesse (di Oculistica, di Odontoiatra, di Otorinolaringoiatria, di Neurologia, e di Psichiatria), la cui direzione afferisce a strutture e sezioni del dipartimento di scienze biomediche e chirurgico specialistico”.

“Ringrazio i colleghi e il personale di Matematica e Informatica – afferma il Prof. Pareschi – per avermi rinnovato la fiducia e avermi concesso il privilegio di rappresentare il Dipartimento per un altro triennio. I tre anni appeni trascorsi sono stati caratterizzati da una situazione molto difficile per l’Università italiana in cui la limitatezza di risorse ha ridotto sensibilmente le prospettive di sviluppo. Nonostante questo, tre anni fa, abbiamo accettato la sfida di creare un nuovo Dipartimento che raccogliendo l’eredità del precedente Dipartimento di Matematica, unisse le competenze matematiche e informatiche all’interno dell’Ateneo. Oggi siamo di fronte a un Dipartimento solido, che ha saputo sfruttare al meglio le prospettive internazionali, sia sul fronte della ricerca grazie al rientro dall’estero di ricercatori di assoluta eccellenza, sia sul fronte della didattica con la creazione della laurea magistrale in Matematica a doppio titolo. L’obiettivo è di proseguire in questa direzione, rafforzando l’offerta formativa in ambito informatico e matematico e incrementando ulteriormente l’internazionalizzazione del Dipartimento e la sua visibilità a livello nazionale e internazionale”.

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UNIVERSITA’ DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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