Home > IL DOSSIER SETTIMANALE > TERRORISMI - n. 9 del 31/07/17 > C1_9 > Equivoci mediatici: il Prozac per combattere il terrorismo

Equivoci mediatici: il Prozac per combattere il terrorismo

Continuando a ribadire che non esiste il “terrorismo ma esistono solo squilibrati” si rischia una pericolosa criminalizzazione nei confronti di chiunque abbia problemi di natura psichiatrica o psicologica.
Basta seguire i Tg e gli approfondimenti politici immediatamente successivi agli attentati, per notare la tendenza a “privilegiare” l’indicazione “psichiatrica”, dimenticando troppo spesso che il terrorismo ha le sue basi nell’ideologia, non nel disagio.
Il voler difendere gli estremisti musulmani a scapito dei malati mentali è allucinante! Basterebbe semplicemente ammettere la verità, senza voler “sdrammatizzare” a tutti i costi. Non è possibile negare che coloro che commettono crimini o violenze credono che “Dio è dalla nostra parte” e mai “dalla parte dell’altro”. La religione, rappresenta una copertura o una causa? La cittadinanza, l’appartenenza politica, lo status economico, ecc. possono cambiare, ma raramente cambiano le proprie credenze religiose.
Non si possono ignorare alcuni dei fattori nella politica globale, di oggi, che hanno generato forti sentimenti contro l’Occidente, tra i molti musulmani nel mondo. Per esempio, la cosiddetta ” guerra al terrore” di Washington, in base alle quali furono condotte invasioni e attacchi militari che portarono all’uccisione di decine di migliaia di innocenti in Iraq, Afghanistan e parti del Pakistan, ha fornito un pretesto ai gruppi estremisti islamici per lanciare attacchi terroristici.
Insistere sulle malattie mentali, anche la più innocua e diffusa come la depressione, non serve a combattere il terrorismo ma ad emarginare ancor di più soggetti affetti da questi problemi.
Stiamo vivendo una difficile situazione economica che porta spesso alla disoccupazione: molti perdono il lavoro e non riescono a trovare un’alternativa e quindi diventano a rischio di depressione, e questo ne farebbe dei potenziali criminali o stragisti?
Vi è il rischio di dirigersi oltre la legittima esigenza di capire a fondo il problema del terrorismo, finendo per diffondere ulteriori pregiudizi traslandoli dal campo religioso a quello della salute mentale. A quanto pare, siamo in balia di un’epidemia di malati mentali travestiti da Jihadisti. Sarà il Prozac l’arma definitiva contro il terrorismo?

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