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Fabbri (LN):”Autonomia. Bonaccini la porta vanti con la tastiera, Zaia con il mandato di due milioni e mezzo di persone”

Da Ufficio stampa Lega Nord Emilia-Romagna

“Non ce n’era bisogno, ma è arrivata la conferma: Bonaccini non ha la minima idea di cosa significhi l’autonomia e continua a prediligere un’abbondante attività da tastiera social alle iniziative concrete”. Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord, commenta le dichiarazioni del presidente della Regione, indirizzate al governatore del Veneto. “Una sorta di excusatio non petita: Bonaccini, dicendo che il Veneto non è pronto per l’autonomia, dimostra di essersi sentito chiamato in causa quando, a referendum stravinto, Zaia ha parlato di ‘photo opportunities’. Esattamente quelle per cui sin qui si è distinto chi dice di chiedere maggiore autonomia per l’Emilia Romagna. Ma che in realtà – prosegue il capogruppo LN – è andato a Roma a firmare un documento di poche righe e zero contenuti, mentre Zaia riceveva un mandato da due milioni e mezzo di persone”.
Fabbri sottolinea dunque quanto “sia opportuno, nei confronti dei cittadini emiliano romagnoli, ribadire la realtà. Bonaccini parla di percorso verso l’autonomia e trattativa col governo, ma in mano ha una risoluzione votata soltanto dal suo partito e richieste che di fatto nulla aggiungono alle funzioni già in possesso della nostra Regione. Dall’altra parte, Zaia ha alle spalle milioni di persone e l’obiettivo di portare a casa tutte e ventitré le competenze previste dalla Costituzione, insieme naturalmente alle risorse per finanziarle. Senza dimenticare che a voto ‘caldo’ la sua Regione ha subito avviato l’iter legislativo e si è già insediata la Consulta per l’autonomia. Una condotta di concretezza e correttezza istituzionale verso i cittadini che amministra, indipendentemente dagli schieramenti politici”. Capire “chi realmente sta lavorando per l’autonomia”, chiude il consigliere della Lega Nord, “è molto semplice, ma giova ricordarlo. Forse anche al presidente Bonaccini, che con le sue dichiarazioni, per primo dimostra di non rendersene conto”.

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