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La zona cieca

I DIALOGHI DELLA VAGINA
La zona cieca

Dove fa buio, dove non sappiamo, e dove qualcuno può raggiungerci guardando dentro di noi. La zona cieca è ciò che non conosciamo di noi, è un non-luogo dell’anima che per Lidia e Lorenzo, i protagonisti del romanzo ‘La zona cieca’ di Chiara Gamberale ripubblicato da Feltrinelli con una postfazione di Walter Siti, è una terra in cui c’è tutto il male che ciascuno è capace di farsi e quindi di fare all’altro. Uno specchio riflesso di sofferenza e annichilimento che non sa fermarsi nemmeno, a volte, di fronte agli sprazzi di felicità.
Il desiderio di riparazione di Lidia ha il suo doppio nella mortificazione che Lorenzo fa di sé e degli altri. Lei, in perenne perdita di qualcuno o qualcosa, trova se stessa in lui che la abbandona continuamente e insieme precipitano verso le rispettive zone cieche.
Lorenzo sa sempre dove fa male, raggiunge Lidia negli spazi a cui nessun altro mai arriverà, lui sa e basta, “perché di me non chiedeva mai niente, ma mi dava l’impressione di conoscere tutto”. Lorenzo è eccessivo negli entusiasmi, distruttivo, vittima di se stesso, incapace di felicità, schiavo della propria immagine disintegrata, contagioso nel suo sentirsi indegno. Lidia teme la separazione dalle persone, la mortalità anche del cane, la fine dei legami e la storia con Lorenzo è un trionfo di interruzioni perché la mancanza li lega più della presenza, si danno ciò che non hanno: incertezze, disequilibrio, rovesciamento, ricerca, allontanamento, amore.
Lidia e Lorenzo cedono senza sosta l’uno all’altra, lottano fra di loro e ciascuno con i propri demoni, rotolano, possono amare solo la caducità, addirittura la creano per dare vita sempre a nuovi inizi, dopo essersi perduti.
Le loro zone cieche si mescolano, riescono persino a illuminarsi un po’, ma la luce appartiene a un altrove che a un certo punto entrambi raggiungono. Separatamente.

Vi è mai capitato di vedere nell’altro una zona cieca? Oppure che qualcuno scoprisse la vostra zona cieca, un territorio completamente sconosciuto e lontano che non sapevate di avere?

Potete mandare le vostre lettere a parliamone.rddv@gmail.com

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