Home > GERMOGLI - l'aforisma della settimana > Io, nessuno e centomila…

di Francesca Ambrosecchia

Siamo effettivamente consapevoli della nostra identità? Di cosa pensano gli altri di noi? E se non fossimo davvero come pensiamo di essere?
Forse in ognuno di noi c’è un piccolo Vitangelo Moscarda pronto a farci scoprire chi siamo veramente. Proprio come il protagonista di “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello potremmo giungere alla consapevolezza che le persone che ci circondano hanno una considerazione di noi stessi diversa dalla nostra. Siamo individui complessi, difficili da definire con aggettivi universali validi per tutti indistintamente. Come non tenere conto delle innumerevoli maschere che indossiamo in svariate circostanze: perché siamo in una situazione in cui non possiamo essere completamente noi stessi, in cui non ci sentiamo a nostro agio nell’essere completamente noi stessi o perché con alcune persone ci dobbiamo relazionare in un determinato modo e così via.
Non siamo “uno” ma bensì “centomila”: diventiamo quello che siamo anche grazie alle relazioni e al confronto con gli altri, in un processo continuo di interscambio.

“Mi si fissò invece il pensiero ch’io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m’ero figurato d’essere” (Vitangelo Moscarda)
Luigi Pirandello

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

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