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Al Centro Lumière, la forza delle immagini e il dolce sapore dell’ospitalità

LA CURIOSITA’
Al Centro Lumière, la forza delle immagini e il dolce sapore dell’ospitalità

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da MOSCA – C’è un posto magico a Mosca, fra i tanti. Un luogo dove ci si può fermare a leggere, a pensare, a immaginare, a viaggiare, sognare, vagheggiare ma soprattutto scrivere. Come sempre, bastano un taccuino o un piccolo computer e la propria fantasia. Comode poltrone, luci soffuse se pur emanate da un grande lampadario bianco ricamato, un piccolo bar fornito e, davanti a una fetta di squisita torta al limone con un dolce succo di mela fatto in casa, siamo pronti. Accanto a noi librerie cariche di libri di fotografia che possono liberamente essere consultati da ogni curioso lettore o semplice passante.

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La facciata dell’edificio

Siamo entrati nel caffè del Centro di fotografia dei fratelli Lumière, nel quartiere moscovita di Ottobre Rosso, dopo aver visitato una mostra ospitata nelle sue sale e aver acquistato vari libri nel suo bookstore fornitissimo. Rimaniamo colpiti dalle immagini appese ai candidi e alti muri bianchi; le poltrone sono morbide, accoglienti, avvolgenti come le pagine di quei libri che stiamo sfogliando con cura. La torta è dolce e piacevole come le immagini di alcuni bambini che corrono, lontano da scuola, quando la campanella è suonata perché la lezione è finita. Il succo di mela è un po’ aspro, come una delle immagini di guerra intravviste da lontano. Pungente ma da conoscere. Necessario come la conoscenza di altri mondi difficili e lontani, che aiutano a crescere e a diventare più forti ed esigenti. Alcune locandine colorate sbucano dai vetri del tavolino che ospita le mie righe leggere.

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Tavolino della caffetteria

Le righe riempiono a poco a poco il taccuino, i primi appunti sono schizzati su quei fogli bianchi comprati nella mia città avvolta dall’afa. Quel libriccino vuoto dalla copertina colorata da ali di farfalla ha fatto tanti chilometri per accompagnarmi fino a qui. Mi ha promesso fedeltà, subito, ed eccolo qui, allora, con me. Fedele amico e compagno. Attorno a me ci sono solamente una giovane famiglia e due ragazzi giovani, intenti a leggere, ogni tanto si scambiano qualche parola e qualche suggerimento su un paio di app. Sono carini ed educati, parlano finemente sottovoce in un luogo quasi sacro, dove la fotografia incontra la scrittura. Un signore in un angolo sfoglia una rivista, tranquillamente.

Tutto qui è immaginazione, voglia di sapere, sete di conoscere.
Tutto qui è fantasia, capacità di confrontarsi.
Tutto qui è magia. Quella che serve in un fresco pomeriggio di fine estate.

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