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La rivista Archeo in visita al museo delta antico di Comacchio

Da Comune di Comacchio

Continua l’attenzione di turisti, appassionati di storia antica e addetti ai lavori nei confronti del Museo Delta Antico di Comacchio. Tra le oltre 15.000 persone che a partire dal 25 marzo, giorno dell’inaugurazione ufficiale, si sono godute il percorso espositivo all’interno del magnifico Ospedale degli Infermi, ci sono stati occhi particolarmente interessati. Ieri infatti il Museo ha ricevuto una visita molto speciale. Si tratta di Stefano Mammini, esperto di archeologia e capo redattore delle note riviste di settore “Archeo” e “Medioevo”.
Accompagnato dalla direttrice Caterina Cornelio, dal dirigente alla Cultura del Comune di Comacchio Roberto Cantagalli e da Laura Ruffoni, responsabile del settore cultura,Mammini ha potuto ammirare i 2000 reperti in mostra, la qualità dell’allestimento, e la capacità del Museo di integrarsi perfettamente nel contesto architettonico e ambientale di Comacchio e delle Valli. Tutti elementi che verranno prossimamente tradotti in un corposo reportage che la rivista “Archeo” ha deciso di dedicare alla mostra e al contenitore culturale comacchiese. Nel frattempo gli abbiamo chiesto le sue prime
impressioni di esperto.
Come è nato l’interesse di Archeo per il Museo Delta Antico? “Abbiamo seguito la promozione dell’iniziativa, e ci è sembrata interessante, dal momento che da tempo si conosce il potenziale archeologico dell’area. La visita al Museo ha confermato le mie aspettative: un notevole spaccato di come si è sviluppato il rapporto tra l’uomo e il fiume dall’antichità fino ai giorni nostri”.
Qual è il valore scientifico dei reperti?
“Un valore molto elevato: si tratta di una campionatura significativa che documenta al meglio la presenza umana nell’area del Delta del Po. Naturalmente con la punta d’eccellenza costituita dal materiale rinvenuto all’interno della nave romana di Valle Ponti: si può così ammirare la documentazione integrale del carico, ma anche comprendere la vita di bordo. Personalmente sono poi rimasto molto colpito dalla sezione altomedievale”.
Ritiene corretto il lavoro fatto sull’allestimento? “Questa è forse la nota più positiva di tutto il tour. Ho rilevato soluzioni assai efficaci per quanto riguarda l’esposizione dei materiali, e un ottimo bilanciamento delle informazioni: in pratica al visitatore sono somministrate tutte le informazioni per comprendere al meglio il percorso, ma senza mai esagerare con le nozioni. In più tutti i pannelli sono in

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