Home > IL DOSSIER SETTIMANALE > TERREMOTO - n. 4 del 26/06/17 > C1_4 > L’APPELLO
Cani migranti in fuga dal sisma e in cerca di affetto

Code che scodinzolano, occhi che ti scrutano, musi puntati all’insù per sentire un odore. E’ la scena consueta di qualsiasi canile e quello comunale di Bologna non fa eccezione. Salvo che la storia che andiamo a raccontare è straordinaria e un po’ commuove. E’ la vicenda di 22 cani e 15 gatti vittime anche loro del terremoto e dal maltempo d’Abruzzo. Da pochi giorni sono a Bologna in attesa di una casa, pronti a regalare gioia a chi decida di accoglierli.
Ho un debole per questi quadrupedi: ne ho già quattro e qualcuno di loro lo avrei preso volentieri con me.

“In Abruzzo, come in molte altre zone d’Italia – spiega Lilia Casali, presidente di Animal Liberation, l’associazione animalista che ha preso in gestione dal 2013 il canile – le strutture sono sovraffollate, si fanno poche adozioni e i cani rimangono imbrigliati in quello che è il ‘business dei canili’: i gestori privati guadagnano in base ai cani che hanno perché ricevono una cifra per ogni animale presente, quindi cercano di spendere il meno possibile per ogni cane ma anche di aver il maggior numero di soggetti. I cani non escono mai dai box, i gestori non fanno le pulizie oppure lavano i box con i cani all’interno bagnandoli e spaventandoli. Non c’è riscaldamento, rifiutano i volontari, scoraggiano le adozioni mediante l’apertura in orari scomodi per il pubblico. Tutto questo avviene nella latitanza e certe volte connivenza dei Comuni, che ciononostante danno soldi pubblici a canili che praticano queste azioni. Sono cani prigionieri, una piaga che colpisce tutta l’Italia, ma in quelle zone si ha una maggiore concentrazione di questi canili-lager. I cani arrivati da noi sono in dimora definitiva, e speriamo trovino presto qualcuno che li adotti. Abbiamo una capienza di 200 posti ma solo 145 cani presenti (compresi abruzzesi), e così possiamo offrire ospitalità a cani bisognosi. Ci sono anche 15 gatti provenienti da Pescara.”

La situazione dei canili qui a Bologna com’è?
“A Bologna e in altri comuni della zona non si danno più soldi in base ai cani, ma si dà una cifra forfettaria. Il gestore quindi qui ha tutto l’interesse a farli adottare, e i volontari sono uno strumento utilissimo perché trovano adozioni e sorvegliano anche i processi di pre e post affido. Il Comune di Bologna poi rimborsa le fatture che il gestore presenta a fine mese dimostrando di aver speso i soldi effettivamente per gli animali, ma solo fino a un tetto massimo. Quest’operazione di salvataggio non peserà sulle tasche dei cittadini, perché se superiamo il budget, i soldi li metterà l’associazione, come spesso è capitato. La nostra è una gestione limpida e trasparente.”

Conosce la situazione nel ferrarese?
“Nel ferrarese non ci sono cattive gestioni. Secondo quanto ci riferiscono ferraresi che si sono rivolti a noi, chi opera lo fa con serietà e sistemi più ‘tradizionali’ rispetto a noi. Sono un po’ più diffidenti rispetto al pubblico, per cui le adozioni fanno un po’ più fatica a farle. Un’altra grossa problematica segnalataci dalle vostre zone riguarda il costo per ridare un cane: per valersi del diritto di rinuncia di proprietà, che la legge regionale 27/2000 prevede, qui a Bologna un cittadino spende per un cane 150 euro e 80 per un gatto, nel ferrarese servono diversi mesi e le spese arrivano fino a 2000 euro. Questo crea una situazione pericolosa per il cane. I motivi per rinunciarci possono essere tanti, ma si deve mirare sempre alla salvaguardia dell’animale per impedire che gente senza scrupoli arrivi ad abbandonarlo. Noi quindi, non potendo prendere cani da Ferrara o altri Comuni, quando riceviamo queste segnalazioni ci attiviamo per farli direttamente adottare senza far passare il cane (o gatto) dal canile. Ci arrivano anche segnalazioni di canili dove un cittadino deve dare 3,50 al giorno, fin quando il cane starà nel canile, il quale spesso ostacola le adozioni e quindi si arriva a spendere cifre esorbitanti.”

E’ stato complesso l’iter per far arrivare i cani e i gatti dall’Abruzzo?
“Sì, è stato molto impegnativo. Abbiamo chiesto l’autorizzazione all’assessore Luca Rizzo Nervo per far arrivare questi animali dalle zone colpite dalle calamità e dopo che ci è stata concessa sono passate diverse settimane. Inizialmente ci eravamo orientati sul canile di Fallo che sappiamo essere un posto con condizioni precarie per le condizioni di vita dei cani, che spesso vengono addirittura nutriti tutti insieme creando situazioni di aggressività e pericolo fra gli animali. In alcuni canili addirittura non si fanno le prove per la compatibilità caratteriale tra i cani che vivranno nello stesso box, e quindi si giunge fino allo sbranamento tra di loro a causa anche dello stress per le condizioni di vita. Sono cani imprigionati. E, a riprova, dal canile di Fallo non siamo riusciti ad avere cani… Quelli arrivati qua provengono da Popoli, Sante Marie (che accoglie cani da diversi comuni), Picciano, Rocca san Giovanni, Carsoli, Cappadocia, oltre ai già citati gatti di Pescara”.

Come mai è passato tutto questo tempo?
“Il tempo trascorso è stato causato dalla lentezza di alcuni Comuni, il canile di Fallo ha avuto addirittura la solidarietà dell’amministrazione e quindi non si è fatto nulla, o situazioni come quella a Luco dei Marsi, dove il sindaco aveva richiesto ad una vigilessa di compilare la richiesta (il Comune di Bologna come unica clausola aveva richiesto che fossero i Comuni dell’Abruzzo a fare domanda di trasferimento) ma quest’ultima non solo ha perso tempo ma dopo svariate settimane ci ha detto che il sindaco non vedeva questa situazione chiara e quindi non ci ha concesso di poter portare i cani a Bologna. Anche altri sindaci si sono comportati allo stesso modo. Infine per riuscire ad avere tutte le richieste e far partire il furgone autorizzato, molto costoso, abbiamo dovuto aspettare moltissimo tempo. Siamo partiti con le pratiche a gennaio e i cani sono arrivati il 3 marzo. Purtroppo, negli altri casi gli animali sono rimasti in posti indecorosi. Sottolineo che i canili che non ci hanno concesso il trasferimento sono privati ma convenzionati, dove il Comune paga per il mantenimento con soldi pubblici, ma non vigila sull’operato dei gestori.”

Quali sono stati i criteri di scelta degli animali?
“I gatti arrivati sono stati presi da una signora che ne aveva più di 100, quindi lì si è fatto per ammortizzare il numero e scelti i soggetti più adatti all’adozione. I cani invece sono stati scelti in base alle condizione di salute, quindi cuccioli ed anziani. O cani che presentavano condizioni di salute precaria o stress molto alto. Ci sono anche cani giovani e socializzati ma anche alcuni molto spaventati dalla presenza umana che cercheremo di recuperare. Ci sono poi soggetti che hanno difetti fisici per cure malfatte come una cane con una zampa rigida per una frattura mal ricalcificata, o alcuni con leccamento da stress. C’erano addirittura due cani, maschio e femmina non sterilizzati che vivevano nello stesso box, e dal canile, invece, devono essere sterilizzati. Quindi è evidente da tutto ciò che le condizioni di vita in quei canili erano durissime e non controllate. I cani più socievoli sono sicuramente quelli più anziani comunque.”

Sono ancora tutti in cerca di una casa?
“Alcuni sono già stati adottati, ma ci restano 2 cuccioli e 16 più grandi. E tra i gatti ce ne sono 8 che cercano casa. Sottolineo che noi non possiamo accogliere cani da altri Comuni, tranne che in casi eccezionali come questo, ma possiamo farli adottare in tutta Italia, quindi anche a Ferrara.”

Andandomene osservo gli animali dietro delle sbarre. Mi fa uno strano effetto. E penso a tutti quelli che purtroppo non ricevano le cure e le attenzioni che hanno qua.


Per chi fosse interessato ad eventuali adozioni il contatto telefonico è 051 632 5537 , l’indirizzo del canile è via Bacialli 20 – Trebbo di Reno, Castel Maggiore.

Commenta

Ti potrebbe interessare:
L’Esercito delle 12 scimmie
Metti un sabato una… Piazza che accoglie
templare-templari
La Ferrara dei Templari
Una magnifica linea retta tra il Castello Estense e la Porta degli Angeli…