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Lettera del responsabile organizzazione Leonardo Fiorentini a sostegno della candidatura di Matteo Renzi

Da Leonardo Fiorentini – Responsabile Organizzazione PD Ferrara

Per il congresso del PD ho sottoscritto la candidatura di Matteo Renzi e ne sosterrò la possibilità di diventare segretario del Partito. Fra le varie motivazioni che mi hanno infine convinto, mi limiterò qui a una sola di esse. Il mondo ha paura e dalla paura una parte politica trae forza. Normalmente si tratta di partiti conservatori, soprattutto di destra ma non solo: l’internazionale della rabbia e della chiusura ha oggi importanti riferimenti politici, più o meno accentuati, in ogni Paese e talora questi riferimenti sono al governo. Per contrastare questo fenomeno servono più diritti, più libertà, meno muri (fisici e mentali), più lavoro, più innovazione; serve una prospettiva diversa che il PD sa fornire, e la fornirà con più forza a patto che la visione sia ampia. Per me, ampia significa europea. Negli anni della segreteria, Renzi ha saputo porre con decisione il tema dell’Europa e della sinistra europea; fra i vari, credo meriti attenzione un atto importante anche per tensione ideale verso il resto del mondo e per una visione internazionale della sinistra: meno di un anno fa, il governo ha fatto recuperare i corpi di quanti nell’ennesima traversata di un mare non solo nostrum hanno perso la vita. Non aggiungo valutazioni al senso alto di questa scelta.

Positivo, direi, che nessuno dei candidati alla segreteria nazionale proponga atteggiamenti reciproci troppo duri, considerato il clima internazionale già cupo. Auspico che questo modo continui e migliori, pertanto propongo che venga immediatamente assunto da tutti. Non giova dire che se Renzi sarà segretario qualcuno che ora sta nel PD potrebbe valutare di andarsene. Di un’affermazione del genere sfugge, a me almeno, la logica tout court soprattutto politica. Si afferma che candidature diverse da quella di Renzi vadano sostenute, oltre che per la bontà dei contenuti, per il partito e per una sua integrità. Bene: ma allora per quale ragione dire anche che, nel caso in cui Renzi vinca il congresso, si potrebbe lasciare? Noi stiamo facendo un congresso non altro. Spero dunque che, se mi sfugge la logica del ragionamento, qualcuno possa spiegarmela; diversamente, mi auguro di non ascoltare e leggere più frasi del genere.

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