di Federica Mammina

Mi rendo conto che è troppo presto per pensare alle vacanze dell’anno prossimo, ma io un consiglio devo proprio darvelo: affrettatevi a visitare quei posti che avete nella lista dei desideri, soprattutto se sono posti di mare, famosi magari per le spiagge bianchissime o le acque cristalline.
Perché? Pare che se la produzione e il consumo di plastica rimarrà invariato, intorno al 2050 potrebbe esserci più plastica che acqua. Già, forse una stima un po’ allarmistica, ma sta di fatto che la caldissima estate appena trascorsa sia stata segnata da ben due notizie poco confortanti. La prima è che il capitano Charles Moore (lo stesso che nel 1977 scoprì il Pacific Trash Vortex, la più nota isola di plastica dei mari del Nord) ha portato le prove dell’esistenza di un’altra isola di plastica, nei mari del sud Pacifico, individuabile al largo del Cile e del Perù. La sua superficie, che si aggira intorno ai 2,6 milioni di chilometri quadrati, è pari ad almeno otto volte la superficie dell’Italia, e a tutto il mar Mediterraneo. La difficoltà di individuare aree come questa consiste nel fatto che non si tratta di plastica intera (non dobbiamo immaginare cioè gli stessi contenitori che usiamo a mollo nell’acqua), ma di micro frammenti, difficilissimi da pulire e che però stanno distruggendo l’ecosistema, perché oltre a soffocare l’oceano, vengono ingeriti dai pesci e dagli uccelli marini. La seconda notizia è che i vortici marini e le correnti, che generano isole come questa, hanno riversato diciotto tonnellate di rifiuti in un autentico paradiso, Henderson Island, dichiarata Patrimonio dell’umanità, dove la plastica ormai ricopre il 99,8% della superficie. Insomma, si fa un gran parlare dell’inquinamento dell’aria, e a ragione ben inteso, ma non corriamo il rischio di dimenticarci che il nostro benessere dipende dalla salute del pianeta per intero, i cui ecosistemi sono tutti tra loro interconnessi? Insomma, come l’aria così l’acqua.

Commenta

Ti potrebbe interessare:
Cinque bufale più una verità sul clima che cambia
acqua
L’acqua che esce dai nostri rubinetti…no, la plastica
Un’estate per sempre
acqua-pubblica
Acqua: bene comune e gestione industriale, visioni complementari non contrapposte