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da: ufficio stampa Ibs Libraccio

Le avventure di un idealista comunista romagnolo che perde le sue certezze in mano al controspionaggio cubano.

cesenaticoPolitico De Lirio è un comunista romagnolo figlio di Emma Coriandoli e di Adelmo, bagnino inventore della coltivazione turistica intensiva di ombrelloni a lari – come le pesche. Deluso dalla caduta del muro di Berlino, dallo stesso suo Partito Comunista e dal nascere della Lega, si “consegna” spontaneamente ai funzionari dell’Aeroporto de L’Avana a Cuba il 15 Marzo del 1991 – gli ultimi veri comunisti rimasti – pensa.
– ¡Yo me dono al Comunismo! – grida loro…
Ma invece della trionfale accoglienza che si aspettava, i “compagni cubani” lo portano di forza al DGCI (Dirección General de Contrainteligencia), ovvero il controspionaggio cubano, che lo interroga con durezza e gli fa anche visitare propagandisticamente una Cuba non turistica.
Ha inizio per lui il calvario, o meglio l’interrogatorio, o meglio ancora L’INTERROGADORA. La macchina “della verità”, di invenzione cubana, altro non è che una sedia da barbiere a cui sono collegati complicati elettrodi che a loro volta sono posizionati ben fermi sul cranio di Politico.
A che scopo tutto ciò? Per proiettare su di uno schermo i suoi pensieri più nascosti…
– ¿Onde es Cesenatico?
– Italia, Romagna. Lugar de vacaciones. (Luogo di villeggiatura)
– ¿Cesenatico es … tropical?
(Politico pensa: “E chi sono io, il più pataca?”)
– ¡Cierto que sì! – e mostra loro alcune immagini ritoccate di Cesenatico.
Nasce così il racconto di un “come eravamo” in terra di Romagna dal dopoguerra al 1991, con al centro la storia personale, ideologica ed intima di un uomo tutto del nostro tempo. Nato come la madre Emma a Bagnacavallo in provincia di Ravenna, egli si trasferisce n da bambino a Cesenatico. Il padre, abbandonato il mestiere di bagnino poiché allergico al sabbione, apre l’ “Autosalone Politico” e la “Cesenautica Pedalò Cantieri” insieme: accanto alle auto si possono ammirare gli “ultimi gioielli” in mare della Riviera! “Unico italiano che va a Cuba senza fare sesso”, Politico incontrerà nel suo tour un personaggio che somiglia in modo impressionante, come lui del resto, a Mussolini. Si troverà, suo malgrado, coinvolto in una storia complessa, divertente, e dal natale a sorpresa in cui crolleranno molte le sue certezze e gli si apriranno nuovi orizzonti.

Maurizio Ferrini, classe 1953, è un personaggio televisivo e attore italiano.
La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Io e Margherita (2011) di Silvia Azzuffi.
Nel 1988 ha inoltre lavorato con Carlo Verdone per la realizzazione del film Compagni di scuola dove ha interpretato la parte di Lepore.
Oltre al ruolo di interprete Maurizio Ferrini ha lavorato come scrittore nel film commedia di Gianfrancesco Lazotti Saremo felici (1989).

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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