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amare marea

amare
marea

linfa ove galleggiano
i miei giorni

calamita liquida
umore lunare

amare
marea

quando ti ritrai
il mio vivere
si sgretola
come terra
disseccata

volto avvizzito
di tartaruga.

Senza l’ oceano

non sono che
una barca
impiccata
al molo.

da “Le sette vite di Penelope”, LietoColle, 2012

Un sentiero tra le foglie

Ma io avevo
un sentiero
tra le foglie

e lo scalpiccìo
dorato
cinguettava
contro il grigio
uggioso

correvo
e scalmanata
calpestavo un’altra giornata
crivellata
dal dovere

sentivo rimbombare
dentro
la gioia bambina
ribelle
dei cachi ardenti
di colore
che dai rami
prendono a pugni
il cielo
ferrarese.

da “Le sette vite di Penelope“, LietoColle, 2012

Il punto perfetto

Sognavo
librarmi
nelle nubi
di Bali, tra
gli aquiloni
sussurranti
agli orecchi
degli dei.

Cercavo
tra terra
e cielo
il punto
perfetto
sospeso
tra peso
e levità.

Il filo si
srotolava
invisibile
inesauribile

smisurata
la distanza
dalle mani
dalle viscere
aggrovigliate.

Navigava
l’aquilone
liberato

immobile
solitario
nel silenzio.

E io
volevo
essere là

ali e spirito

nel punto
perfetto

di non
dolore.

la mia ombra e io

Allineati all’ora del tramonto
corriamo il sole, la mia ombra e io.
M’insegue l’ombra o forse inseguo lei
e vedo ciò che diverrò domani
ché incenerito il corpo
nella luce del sole sarò
esile profilo muto – ombra –
lieve sinuosa perfetta.
Non più passo greve
madido ansimare, carne
né rughe di pensieri.

Lieve sinuosa perfetta
(insipida) senza occhi
né volto, senza respiro.
La seminerò allora
ginocchia alte sudore
sguardo muscoli tesi.
Assaporando una lacrima
corro puntando al sole
l’ombra dietro a me,
miserabile, incollata al suolo.
Capelli sciolti al vento
e piedi come ali, in fuga.

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