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Quando gli adolescenti giocano al suicidio

Finalmente è stato arrestato, proprio in questi giorni, l’ideatore del rituale Blue Whale (la balena azzurra) che istigava al suicidio le vittime prescelte (dai 9 ai 17 anni) contattati tramite social e manipolati psicologicamente. Il criminale si chiama Philipp Budeikin, uno studente russo di psicologia di 22 anni, che ora si troverebbe nelle carceri di San Pietroburgo e non avrebbe dimostrato nessun segno di pentimento, anzi, si dichiarerebbe compiaciuto del suo operato: ben 15 giovanissimi morti suicidi in Russia.

Grazie alla trasmissione delle ‘Iene’ di domenica scorsa è stato smascherato il gioco criminale. La trasmissione ha anche dato voce ad un rappresentante dell’associazione russa che ha fornito alcune utili informazioni per i genitori, affinché possano intuire se il loro figlio/a ha iniziato il gioco, ed intervenire prima che sia troppo tardi. Si teme che il rituale sia giunto anche in Italia, in quanto si sospetta che un quindicenne, che a febbraio scorso si è suicidato lanciandosi da un palazzo di Livorno, abbia compiuto questo gesto perché coinvolto in questo gioco mortale.

Lo stesso rappresentante dell’associazione russa, consiglierebbe ai genitori di osservare se sul corpo dei figli dovessero comparire strane ferite, bruschi cambiamenti di abitudini uniti ad altri comportamenti strani. Gli adolescenti manipolati, che partecipano al gioco, tendono inoltre a diventare più taciturni e chiudersi in se stessi. Gli inventori del macabro gioco conducono le loro ‘vittime-prescelte’ all’autolesionismo. Il gioco dura 50 giorni e, arrivati alla fine, i partecipanti dovranno suicidarsi lanciandosi da un palazzo. Saranno 50 giorni di prove da superare, in gran segreto, senza raccontare nulla a nessuno, soprattutto ai genitori. Prove macabre, come l’incisione di una balena sulla pelle con una lama, per poi pubblicarne le foto sui social.

Oggi viviamo in una società incredibilmente crudele e coloro che hanno problemi psicologici o fisici si trovano in forte difficoltà, diventando così facili prede, se non supportati da qualcuno: corre l’obbligo di ricordare anche gli episodi di bullismo nelle scuole, di cui troppo spesso la cronaca ci informa.

Oggi i divertimenti e i giochi che hanno a disposizioni i giovani e giovanissimi sono tantissimi. Forse, sarà proprio questa ampia disponibilità a rendere ogni cosa noiosa e a portarli a cercare divertimenti sempre più estremi: per esempio i selfie sui binari mentre arriva un treno, oppure quelli sui precipizi e che hanno già causato vittime.

Internet, si sa, è una risorsa fondamentale anche per i bambini e gli adolescenti, ma dall’altra parte vi sono dei rischi che i genitori dovrebbero conoscere e tenere nella dovuta considerazione al fine di rendere la navigazione dei minori sicura e al riparo da pericoli.

Non lasciamo soli i nostri adolescenti, soprattutto davanti al PC.

 

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