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Riscaldamento globale: 2014 caldissimo, soprattutto in Europa

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di Riccardo Viselli

A dimostrarlo ci sono 134 anni di sistematiche e puntuali rilevazioni della temperatura registrate in una novantina di stazioni dislocate in tutto il mondo: l’aumento della temperatura è una tendenza globale e costante, un problema che interpella i governi di tutto il mondo.

In questo articolo si riportano i risultati delle analisi dei dati di 88 stazioni di misura delle temperatura della bassa atmosfera ubicate in America settentrionale (24), Europa (42), Asia (18), Africa (2) ed Oceania (2). La fonte dei dati è il Goddard Institute for space studies della Nasa e le stazioni considerate sono solamente quelle che hanno iniziato a registrare i dati nel quinquennio 1880-85, sono tuttora in funzione e mostrano interruzioni continuative non superiori a 20 anni. Ai dati delle stazioni che hanno iniziato a registrare i dati in aree rurali, oggi inglobate in un grande centro urbano, è stato necessario apportare una correzione che depurasse la temperatura dagli effetti locali (emissioni industriali e domestiche, traffico veicolare, consumi energetici che all’inizio del periodo di misura erano inesistenti) e gli algoritmi utilizzati, frutto di studi approfonditi, tengono essenzialmente conto della densità di popolazione e della sua variazione nel tempo: ne consegue che, laddove questo parametro è risultato costante, non viene effettuata alcuna correzione.*

Il periodo nel quale si sono concentrate le temperature massime è inequivocabilmente il quinquennio 2010-14 con quasi il 45% dei record termici seguito dal decennio 2000-2009 che raccoglie oltre il 25% dei record di caldo: questo dato merita una certa considerazione in ragione del fatto che circa il 70% delle stazioni ha fatto registrare il record positivo della serie negli ultimi quindici anni.

Di contro, la concentrazione degli anni più freddi si è distribuita nettamente nei primi decenni di misurazione (1880-89 con quasi il 30% delle stazioni e 1890-99 con oltre il 20%), anche se non è trascurabile il 15% registrato dal periodo 1940-49. Si evince, da questo primo parametro considerato, che i record termici negativi sono stati registrati all’inizio del periodo di misura considerato, mentre i record positivi nella parte terminale della serie temporale considerata.

L’anno più caldo, in accordo con quanto sopra riportato, è risultato nettamente il 2014, con oltre il 25% delle stazioni che hanno fatto registrare il record positivo in questa annualità seguito dal 2007 con oltre il 15%. Gli anni con più record negativi, invece, sono risultati il 1885 ed il 1888 con quasi l’8% delle stazioni che hanno fatto registrare il minimo termico in ciascuna di queste annualità. In nessun caso, è stato registrato il record termico negativo nel periodo che va dal 1986 al 2014.

Utilizzando il metodo della variazione della retta di interpolazione lineare emerge che nel 94% delle stazioni è stato registrato un aumento nel periodo 1880-2014, una percentuale che oggettivamente lascia pochi dubbi circa una tendenza al riscaldamento globale, confermato dal fatto che in solo il 2% delle stazioni è stata registrata una diminuzione. L’incremento termico medio è stato notevole e pari a 1,26 °C. Anche il calcolo con il metodo della variazione della media mobile trentennale conferma quanto evidenziato nel precedente paragrafo: nell’82% delle stazioni è stato rilevato un aumento ed in nessun caso una diminuzione e l’incremento termico medio è stato pari a 1,10 °C. Infine, anche il calcolo con il metodo della stazione unica virtuale conferma quanto sopra evidenziato: la variazione della media mobile trentennale della stazione unica è stata pari a +1,06 °C e la variazione della retta di interpolazione lineare è stata pari a +1,22 °C. Questo metodo evidenzia inoltre che, dopo la diminuzione continua registrata nel quadriennio 2007-2010, nel 2011 si è avuta una nettissima ripresa delle temperature. Nei prossimi anni sarà interessante verificare se la tendenza mostrata dal 2007 ed interrotta dal 2011 verrà ripresa.

E’ stata infine condotta una ulteriore analisi sulle sole stazioni ubicate in aree con popolazione inferiore a 300mila abitanti per verificare se le conclusioni a cui si è giunti considerando l’intero campione sono confermati. In questo caso il numero delle stazioni è pari a 40 e nessuna è ubicata in Africa. I risultati sono sostanzialmente identici: nel periodo 1880-2014 la variazione termometrica è comunque superiore al grado centigrado, la maggior parte dei record caldi sono stati registrati negli ultimi quindici anni (68% delle stazioni) e nel 48% delle stazioni la temperatura del 2014 è ubicata al di sotto del 5° percentile. Si può quindi concludere che la tendenza all’incremento termometrico non è verosimilmente riconducibile ad effetti locali dovuti alle “isole di calore urbane”.

* Occorre precisare che, per convenzione, si sono considerate in aumento le temperature delle stazioni in cui le variazioni sono state superiori a 0,30 °C, in diminuzione le temperature delle stazioni in cui le variazioni sono state inferiori a -0,30 °C e invariate le temperature in tutti gli altri casi. Per quantificare le variazioni delle temperature sono stati utilizzati tre metodi: variazione della media mobile trentennale, variazione della retta di interpolazione lineare e variazione nella stazione unica virtuale risultante dei dati delle 88 stazioni.

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