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Quante donne in tutto il mondo portano i tacchi alti con regolarità. I tacchi alti, croce per le donne e delizia per gli uomini, donano grazia, eleganza, femminilità e una giusta dose di sana sensualità. E’ anche vero però che l’uso continuato di scarpe coi tacchi ha i suoi effetti collaterali e causa spesso problemi anche gravi. Recenti ricerche hanno dimostrato che i tacchi alti hanno un effetto negativo sulla salute fisiologica e le donne dovrebbero pensarci due volte prima di indossare la loro coppia preferita di tacchi a spillo. Tre su quattro soffrono di un costante dolore al piede e fastidi correlati (calli, dolori artritici agli alluci, dita a martello, verruche plantari).
Indossare il tacco alto è dannoso per il corpo perché questo è stato ‘progettato’ per avere una ripartizione del peso corporeo del 53% sul retropiede e del 47% sull’avampiede, quindi ogni modifica di questo parametro comporta problemi più o meno seri. Già un tacco di 4 cm ribalta in toto queste percentuali, più il tacco è alto più le conseguenze sono evidenti e si riscontrano vari disturbi: peggioramento della lordosi lombare (con una spinta in avanti del bacino con conseguente ptosi viscerale che può portare ad una minore peristalsi intestinale e, quindi, nei casi più gravi, alla stitichezza); altri dolori di schiena in zona lombare; situazioni di ristagni e comparsa d’inestetismi come la cellulite, questo perché la funzione del piede che normalmente durante il passo funge da pompa periferica per il ritorno linfatico verso l’alto tramite due sue strutture (il triangolo della volta e la soletta venosa di Lejars), viene alterata dalla posizione assunta con i tacchi; infine, da un punto di vista muscolare, si evidenzia l’accorciamento delle catene statiche posteriori.
Dita a martello e duroni sono fra le principali malattie causate dalle punte della calzatura addirittura con piccoli tacchi. Altro svantaggio evidente dei tacchi alti è una diminuzione della stabilità con aumento del rischio di distorsione della caviglia o di cadute con esiti dannosi per altre parti del corpo. Un effetto meno evidente di chi porta tacchi alti è una maggiore suscettibilità al mal di testa e all’emicrania. Anche se non c’è alcuna prova scientifica dell’associazione tacco-mal di testa, molte donne ritengono che la crescente tensione muscolare a causa dei tacchi possa contribuire.
A livello posturale globale, il tacco alto sposta il baricentro corporeo in avanti con la conseguenza inevitabile di un recupero della posizione all’indietro attraverso una iperutilizzazione dei muscoli posteriori di lombi e schiena in generale. Ciò genera spesso dolori lombari misconosciuti di tipo mialgico. A livello podalico specifico, il tacco alto sposta quasi tutto il peso corporeo di due centimetri solo sulla parte anteriore avampodalica con conseguente insorgenza di metatarsalgie, alluce valgo, dita a martello e via dicendo.
Attraverso un controllo posturale è possibile stabilire il rapporto fra asse del corpo e centimetri di tacco. La femminilità è donna, quindi bandire del tutto i tacchi sarebbe una violenza, visto che tra l’altro anche le scarpe completamente piatte comportano problemi
Per evitare problemi alla salute, si possono seguire una serie di accorgimenti, e indossare tacchi stratosferici solo occasionalmente. Indubbiamente, i tacchi inferiori ai 5 cm, ma anche fino a 7, non sono causa di eccessivo stress per la colonna come invece lo sono i tacchi a spillo. Tuttavia, spesso il problema non è solo l’altezza dei tacchi ma anche la capacità che si ha o meno di portarli.

Suggerimenti
Se si parte da zero e non si è mai indossato un paio di scarpe con il tacco alto in tutta la vita, optare inizialmente per un tacco basso, dai 2 ai 5 cm. Esercitarsi camminando in giro per casa a lungo, poi usarli qualche volta per uscire e fare brevi passeggiate. Lo scopo è raggiungere una piena stabilità con tacchi bassi, per poi passare a tacchi di 8 o 10 cm! Provare le scarpe con il tacco nel pomeriggio inoltrato: i piedi saranno più gonfi dopo una giornata in piedi, quindi si tratta del momento migliore per trovare scarpe comode e della misura giusta.
Dopo aver acquistato scarpe con il tacco c’è una sola cosa da fare: esercitarsi in casa, è proprio questo l’esercizio giusto per diventare una maga dei tacchi, e soprattutto un modo per abituare i piedi e modellare le scarpe. Dopo aver sperimentato per qualche tempo le scarpe con il tacco, provare a camminare tenendo un libro in equilibrio sulla testa. Le prime volte il libro cadrà subito, ma quando rimarrà fermo vorrà dire che si sarà trovata un’ottima stabilità.

Altri piccoli consigli
– Evitare di irrigidire le ginocchia: ginocchia e caviglie devono essere morbide;
– se le caviglie non sono ben salde, correggere la posizione;
– non sbilanciare il peso in avanti;
– mantenere una posizione ben eretta, petto in dentro e spalle in fuori: il controllo è nei glutei e nella parte inferiore della schiena;
– sentirsi rilassate, non rigide.

Rivolgersi all’osteopata di fiducia per i consigli del caso.

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Nuccio Russo

È osteopata ed esperto in tecniche ergonomiche e posturali, studioso e ricercatore in anatomia craniale per lo studio delle cefalee. E’ nato e risiede in Sicilia, opera come consulente in diverse città fra le quali Ferrara, ed è conferenziere internazionale in Biofisica informazionale. Ama lo sport e la cucina macrobiotica.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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