di Federica Mammina

Tra poco meno di un mese è Natale, le città già si vestono di luci, alberi, addobbi e, complice l’arrivo del freddo, si sente già la voglia di prepararsi a trascorrere le feste avvolti dal calore familiare. Si pianificano vacanze, si inizia a pensare al menu dei pranzi e delle cene, a chi invitare e ai regali. Non possono mancare poi le piccole dispute che ogni anno si ripropongono in tutte le famiglie: presepe o albero? Pandoro o panettone?
Ecco, quest’anno, per molte famiglie questi ultimi non saranno solo dei golosi fine pasto, ma saranno il vero regalo di Natale. La famosa azienda Melegatti, che prende il nome dal fondatore Domenico, l’inventore del nome, della forma e della ricetta del pandoro, ha rischiato di vedere la chiusura dello storico stabilimento di Verona. Ma grazie al sostegno dei consumatori (che si sono adoperati per questa come per altre aziende che tengono alta la bandiera del made in Italy colpite da calamità naturali), all’aiuto dei fornitori ed anche allo spirito di sacrificio degli operai che hanno accettato di rientrare in fabbrica nonostante la mancanza di stipendio, si è ottenuto il via libera del Tribunale per cercare di risollevare l’azienda con un piano che prevede un monitoraggio serrato delle vendite. E così pochi giorni fa è ripresa la produzione, quando, dopo mesi, è stato sfornato il primo pandoro, generando la commozione dei dipendenti.
La crisi per questa famosa azienda non è di certo passata, bisognerà aspettare diversi mesi per capire se c’è possibilità di salvezza, ma intanto speriamo che il senso di responsabilità e l’attaccamento al lavoro dimostrati, siano, nel pieno spirito natalizio, ricompensati.
E buon Natale a chi, il Natale, ce lo fa gustare.

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