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Scuola e impresa il convegno della Cna di Cento

Da: CNA Ferrara

L’assessore regionale Patrizio Bianchi al convegno promosso da Cna e Consorzio Cento Cultura sottolinea l’importanza strategica dell’educazione scolastica e della formazione

Senso di appartenenza alla comunità e valore del lavoro

così si incontrano scuola giovani e impresa

Cento – Dopo anni di alternanza scuola – lavoro, corsi e, sperimentazioni didattiche, ancora non ci siamo. La scuola non riesce a creare i profili professionali di cui le imprese hanno bisogno, mentre delle motivazioni alla base degli orientamenti professionali dei giovani si conosce poco. E’ da questa constatazione che ha preso le mosse il convegno dal titolo “Scuola – formazione – lavoro, idee e progetti per sostenere l’autoimprenditorialità e la preparazione di alto livello”, promosso dall’Area Cna dell’Alto Ferrarese e dal Consorzio Cento Cultura, che si è tenuto venerdì pomeriggio a Palazzo del Governatore .

Cento vanta importanti esperienze nella formazione di tutta una serie di figure specializzate, sia dipendenti che imprenditori, che hanno contribuito a rendere altamente competitiva l’economia centese, soprattutto nel settore della meccanica, rappresentando di fatto un vero valore aggiunto di un sistema dinamico dalla lunga fase di crescita. La Cna ha voluto mettere a confronto con la realtà odierna delle imprese gli interlocutori essenziali di questa catena educativa e formativa, che tuttavia non riesce più oggi a fornire risposte all’altezza del cambiamento in atto e nuovi fabbisogni complessi da soddisfare.

“Bisogna che le imprese siano considerate luoghi formativi e gli imprenditori soggetti depositari di una cultura meritevole di essere trasmessa ai giovani”, ha dichiarato il presidente provinciale della Cna Davide Bellotti aprendo il convegno. Ma la realtà non è semplice, perché pur di fronte ad un mondo in continuo mutamento continuano a riprodursi i vecchi stereotipi culturali. Si stima che attualmente l’università riesca a soddisfare appena la metà della domanda di ingegneri in Emilia Romagna – ha fatto presente Cesare Stefanelli, coordinatore del CenTec – Tecnopolo di Cento – Sottopelle resistono vecchi pregiudizi verso la formazione tecnico – scientifica, mentre la macchina universitaria continua a produrre giuristi.

Ma non di sola cultura industriale e tecnica c’è bisogno veramente, secondo il sociologo esperto di didattica Mario Trombino. Ciò che bisogna ritrovare e “insegnare” – ha infatti sostenuto – è il valore della spirito, del senso di appartenenza ad un territorio e ad una comunità, in definitiva il senso di ogni scelta individuale di vita.

Del futuro si sa poco, così come dei mestieri che sdaranno richiesti ni prossimi venti anni. Ma è indubbio che la scuola rappresenti più che mai una risorsa fondamentale per i giovani che stanno crescendo – ha sottolineato l’assessore Bianchi – esperti nell’uso di strumenti tecnologici sofisticati, ma sottoposti al rischio di esserne usati, bombardati da informazioni che però hanno necessità di imparare a padroneggiare e a “comprendere”. Sicuramente, essere immersi in una realtà in cui l’orgoglio, come quello nutrito da tanti artigiani per il proprio lavoro, costituisce un valore riconosciuto e apprezzato può aiutarli a inserirsi con maggiore consapevolezza in un mondo pieno di incertezze.

Al convegno ha portato i propri saluti il Sindaco di Cento Fabrizio Toselli; sono intervenuti, inoltre, Giorgio Garimberti, presidente del Consorzio Cento Cultura e Andrea Sardini, dirigente dell’Ipsia F.lli Taddia di Cento. Ha coordinato i lavori Raffaella Toselli, presidente dell’Area Cna dell’Alto Ferrarese.

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