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da: Ufficio Stampa Fd’I-AN

La certificazione degli edifici scolastici dell’Emilia-Romagna è oggetto di una nuova interrogazione presentata da Tommaso Foti (Fdi-An), che torna sul tema a pochi giorni dall’apertura delle scuole.

“Secondo i dati forniti dal ministero dell’Istruzione, università e ricerca”, afferma il capogruppo, “la nostra regione si colloca agli ultimi posti- seguita da Campania, Calabria e Sicilia- per l’eliminazione delle barriere architettoniche dagli edifici scolastici, realizzata soltanto sul 59% delle strutture, mentre per la riduzione dei consumi energetici si colloca al penultimo posto e al diciassettesimo posto per copertura del servizio di scuolabus”. I dati più preoccupanti, però, sottolinea il consigliere, “riguardano l’assenza di certificazioni strutturali”. Il certificato di agibilità “è in possesso solo del 46% degli edifici scolatici nella provincia di Ferrara, del 54,2% in quella di Reggio Emilia, del 70% in quelle di Piacenza, Ravenna e Parma, mentre in quella di Rimini il 23,8% delle scuole risulterebbe non aver fornito i dati al Miur”. Inoltre, “Reggio Emilia detiene il record degli edifici scolastici sprovvisti di certificato di collaudo statico, ben il 17,8%, Forlì segue con il 14,3%, mentre Rimini, col 18,1%, detiene il record di edifici scolastici che non ne hanno comunicato il possesso”. Infine, “a Forlì gli edifici scolastici privi di documento di valutazione del rischio sono più della metà, ben il 50.9%, e quelli privi del piano di emergenza sono il 51,3%, mentre a Piacenza, che segue a ruota, sono rispettivamente il 48,3% e il 46,9%”.

Considerando che “la Regione mette a disposizione i dati relativi all’edilizia scolastica sul proprio sito istituzionale, ma l’accesso è riservato solo a soggetti abilitati e diverse pagine e sezioni non risultano aggiornate”, Foti chiede alla Giunta regionale “se non ritenga necessario intervenire con urgenza, data l’imminente riapertura delle scuole, affinché, nel caso di ritardi burocratici, gli enti competenti rilascino la certificazione agli edifici che ne sono sprovvisti, mentre nel caso di problemi strutturali, si provveda all’esecuzione degli interventi necessari per l’acquisizione della dovuta certificazione”.

Il consigliere domanda inoltre “per quale ragione risultino incompleti i dati di rilevazione forniti per alcune province” e che “venga pubblicato l’elenco degli edifici scolastici, suddivisi per provincia, con l’attestazione relativa alla presenza o meno delle varie certificazioni”.

Foti vuole sapere infine “se la Giunta intenda rendere pubblico l’accesso ai dati sulle certificazioni degli edifici scolastici, al fine di fornire alle famiglie un adeguato strumento per valutare la sicurezza delle scuole in cui vanno i propri figli”.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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