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da: ufficio stampa “Terremotati – Il Film”

Il 20 settembre a Mirabello partiranno le riprese del film “Terremotati” (titolo ancora provvisorio), opera prima del regista Marco Cassini. “Questo film vuole essere innanzitutto un film sincero, risultato di tante testimonianze e punti di vista raccolti e poi sfociati grazie all’aiuto di Stefano Muroni, Walter Cordopatri e Samuele Govoni, in una sceneggiatura eterogenea. “Terremotati” – spiega Cassini – è la storia di un’amicizia ma anche il resoconto di un’Italia che arranca, che è in difficoltà ma che nonostante tutto dimostra unione e grande forza d’animo”. Il progetto cinematografico nato nell’autunno di due anni fa si è potuto concretizzare solo negli ultimi quattro mesi grazie all’intervento decisivo di Maria Rita Storti, una docente ferrarese che ha riconosciuto la forza della storia. Grazie al suo finanziamento è stato possibile sbloccare altri fondi che, sommati, hanno dato il via a tutti gli effetti alla produzione del lungometraggio. Per promuovere questo film ormai ai blocchi di partenza, si è pensato di organizzare il “#Terremotati Tour”, un ciclo di incontri svoltisi nel corso dell’estate appena finita per spiegare a ferraresi e non, l’importanza di raccontare attraverso l’occhio del cinema una storia di speranza e amicizia tra le macerie del sisma. “Il terremoto può essere visto sia come una catastrofe naturale inevitabile, sia come una condizione sociale; un modo in cui si è costretti a vivere. Non è più l’epoca del “Sorpasso” di Dino Risi, forse è l’epoca contraria. Un tempo in cui i protagonisti vivono in un Paese che non riesce ad uscire da una crisi economica, e non solo, che ormai dura da troppo tempo. Nonostante tutto – conclude il regista – il film mantiene comunque uno sguardo positivo nei confronti del presente e soprattutto del futuro”. Dal 1’ ottobre verrà ufficialmente aperta una campagna di Crowdfunding, una raccolta fondi a sostegno del film alla quale tutti potranno partecipare, appoggiata da un festival cinematografico molto importante (ancora top secret). Fino al 30 settembre, per qualsiasi donazione, sarà possibile versare il proprio contributo al seguente codice Iban: IT86 Q 07601 13000 001020781496, accesso presso Filiale di Ferrara, succursale 6, Via Darsena 146/b e intestato al Sig. Muroni. Causale: “Offerta libera per progetto cinematografico di promozione sociale”.
Facebook: “Terremotati – Il Film”
Twitter: “@terremotatifilm”
Youtube: “Terremotati Il Film”

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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