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Da Lega Nord Emilia Romagna

FABBRI E BARGI (LN): “AIUTI AI COMUNI, ZONA FRANCA E NIENTE PROFUGHI NEI TERRITORI DEL CRATERE”

Dieci milioni di euro in più ai Comuni colpiti dal sisma per compensare le minori entrate Imu, allargare la zona franca per dare maggiore respiro alle piccole imprese e prorogare di un anno lo slittamento dei mutui contratti dalle pubbliche amministrazioni per la ricostruzione.

E ancora: la proroga dei termini di presentazione delle domande di contributo delle imprese agricole, un aiuto in più sul personale e lo stop all’invio dei richiedenti asilo nei Comuni del cratere sismico.

Sono queste le proposte presentate, sulla questione terremoto, dal gruppo parlamentare Lega Nord alla Camera, in previsione della votazione della legge di Bilancio, sotto forma di emendamenti e ordini del giorno.

“Gli interventi che il nostro gruppo ha proposto sono formulati sulla base di richieste che arrivano dal basso, direttamente dai sindaci di centrodestra e dalle associazioni di categoria, che, ogni giorno, si trovano a fronteggiare le difficoltà di chi vive nelle zone terremotate, ancora alle prese con una lenta ripresa”, spiegano Alan Fabbri capogruppo Lega Nord in Regione e Stefano Bargi, consigliere regionale Lega Nord, presentando gli atti. “La burocrazia soffocante con cui il Pd ha infarcito la ricostruzione, a distanza di più di cinque anni, presenta il conto: non solo migliaia di famiglie e imprese sono in difficoltà, ma anche le amministrazioni locali soffrono in termini di entrate, di personale e di risorse. Per questo, è necessario dare una risposta concreta, prevedendo ulteriori aiuti per i Comuni dei territori danneggiati”, aggiungono i rappresentanti del Carroccio.

Gli emendamenti presentati vedono come primo firmatario il deputato Lega Nord, Guido Guidesi: “Le nostre richieste in sede di legge di Bilancio riaccendono i riflettori sulla questione della ricostruzione in Emilia Romagna: a contrario dei proclami del Pd non si tratta affatto di un problema risolto, ma di una situazione ancora difficile, aggravata da politiche sbagliate, della quale il governo deve farsi carico”.

Nello specifico: l’emendamento relativo al gettito Imu, a breve in votazione in aula, chiede 10 milioni di euro, sotto forma di contributo straordinario, da destinare ai Comuni. Il contributo dovrebbe essere utilizzato a copertura delle minori entrate causate dalla presenza di numerose case ancora inagibili (e dunque esenti Imu), nelle zone colpite dal sisma, che inevitabilmente comporta un minor gettito in entrata nelle casse pubbliche e, a cascata, aumenta le difficoltà delle amministrazioni locali nel gestire spese correnti e investimenti.

L’emendamento relativo alla zona franca chiede di allargare la fiscalità agevolata prevista dal provvedimento oltre ai Comuni che avevano la ‘zona rossa’ nei centri storici anche agli altri Comuni che attualmente si trovano all’interno del cratere sismico, mentre il provvedimento relativo ai mutui contratti, ai fini della ricostruzione, dalle pubbliche amministrazioni chiede di prolungare fino al 2020 la sospensione delle rate di rimborso.

Sempre in sede di votazione della legge di Bilancio, la Lega presenterà anche una serie di ordini del giorno, chiedendo la proroga dei termini di presentazione delle domande di contributo alla ricostruzione per le aziende agricole, un sostegno per l’impiego di personale somministrato per lo svolgimento delle pratiche relative al sisma e il ripristino dell’esclusione dei Comuni del cratere dall’obbligo di ospitare i richiedenti asilo.

“Non si può chiedere agli enti locali già alle prese con una lenta ricostruzione di occuparsi di sedicenti profughi”, aggiungono Fabbri e Bargi. “Recentemente è stata riconosciuto il prolungamento dello stato di emergenza per i territori dell’Emilia Romagna e, dunque, il governo sia coerente: se nel cratere sismico siamo ancora in emergenza non possiamo occuparci di altri immigrati che pesano completamente sul sistema di welfare”.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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