Home > IL DOSSIER SETTIMANALE > TERRORISMI - n. 9 del 31/07/17 > C2_9 > La progressione geometrica del terrore

di Lorenzo Bissi

12 dicembre 1969.
Banca Nazionale dell’Agricoltura, Piazza Fontana, Milano. È un giorno come un altro, almeno fino alle 16:37. Sette chili di tritolo uccidono 17 persone e ne feriscono 87.
16:55, Banca Nazionale del Lavoro, via Veneto, Roma, un’altra esplosione. Poi sempre Roma, tra le 17:20 e le 17:30 una davanti all’Altare della Patria e l’altra alle porte del Museo centrale del Risorgimento, in piazza Venezia.
Altri 17 feriti.
Nei mesi successivi il caso Pinelli e il caso Calabresi e le indagini fuori pista: per l’Italia si apre un periodo di terrore e di stragi. Ancora oggi sono argomenti delicati, e la verità è ancora lontana.
Oggi il terrorismo trova altri moventi, e prova a giustificarsi non più in nome della politica, ma in nome di un dio. Tutto ciò genera sempre la stessa cosa: terrore, odio, e desiderio di vendetta.

“Come un circolo vizioso, la minaccia terroristica si trasforma in ispirazione per un nuovo terrorismo, disseminando sulla propria strada quantità sempre maggiori di terrore e masse sempre più vaste di gente terrorizzata.”
Zygmunt Bauman

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

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