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A Ferrara è in pericolo il sistema industriale

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La Camera di Commercio ha pubblicato nei giorni scorsi la quarta rilevazione congiunturale di quest’anno sull’andamento dell’economia provinciale, riferita al terzo trimestre 2013.
Non ci sono novità clamorose rispetto alla rilevazione precedente, effettuata a settembre, eppure forse vale la pena di tornarci su, perché alcuni dati meriterebbero a mio avviso un’attenzione – e una discussione – che finora non hanno avuto.
Si stima nel 2013 a Ferrara una caduta del valore aggiunto prodotto pari a – 1,5%, perfettamente in linea con la stima relativa all’economia nazionale, ma peggiore di quella regionale (-1,1%).
Ciò in cui però Ferrara si distingue di più è il dato relativo al valore aggiunto prodotto dall’industria, per il quale si stima un calo quest’anno del 4,2%, contro il 2,6% nazionale e il 2,2% regionale.
Questo significa che, in un quadro di difficoltà generale, il nostro sistema industriale sta soffrendo molto più della media.
Si potrebbe pensare che questo dipenda soprattutto dalla piccola dimensione delle imprese presenti sul nostro territorio, dove è quasi totalmente assente l’impresa industriale di medie grandezza, ma a ben vedere questo è vero solo in parte.
C’è un altro dato, infatti, per il quale Ferrara si distingue dalle medie regionali e nazionali, in maniera ancora più clamorosa: è quello che riguarda l’andamento delle esportazioni. Un calo del valore delle esportazioni del 7,5% nei primi nove mesi stride molto infatti con una media regionale in crescita del 2%, mentre quella nazionale è di poco sotto lo zero (-0,3%).
Se poi andiamo a vedere quali sono i settori maggiormente in difficoltà, ci accorgiamo che si tratta di quelli sui quali è concentrata la grande industria ferrarese: meccanica, automotive e chimica.
Insomma, quello che emerge è che la distruzione delle risorse industriali sta procedendo in provincia di Ferrara con un’accelerazione ben maggiore di quella osservata nel resto del Paese e anche in territori limitrofi e riguarda tutto l’apparato industriale, non solo quello tradizionalmente più fragile per dimensioni e per posizionamento di mercato.
Cercare di mettere in campo qualche contromisura dovrebbe diventare una priorità assoluta, attorno alla quale concentrare l’impegno di tutte le forze sociali e istituzionali, prima che sia troppo tardi.
Ma per il momento sembra non esserci neppure un’adeguata consapevolezza del problema.
A meno che non si pensi, irresponsabilmente, che Ferrara possa fare a meno di un sistema industriale.

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