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A Ferrara per il Festival Internazionale: “Mondi migliori”. Agnese Purgatorio e Francesco Di Giovanni. Dal 4 Ottobre al 16 Novembre

Da: Organizzatori

Venerdì 4 ottobre alle 18 inaugura la mostra “Mondi migliori” di Agnese Purgatorio e Francesco Di Giovanni alla MLB Maria Livia Brunelli Gallery di Ferrara, organizzata in collaborazione con Podbielski Contemporary di Milano, in occasione della tredicesima edizione di “Internazionale a Ferrara”, una delle iniziative più significative del panorama culturale italiano. L’intento del festival è quello di ricreare dal vivo un intero numero della rivista “Internazionale”, con la presenza di giornalisti, scrittori e redattori che collaborano con il settimanale, affrontando tematiche di grande attualità e di rilevanza sociale, economica e politica.

Agnese Purgatorio e Francesco Di Giovanni indagano con delicatezza le tematiche dell’esodo e delle migrazioni che hanno per protagonisti bambini e adolescenti, infondendo un messaggio di speranza e indicando la via di un possibile riscatto.

l temi della migrazione, dei diritti umani, della clandestinità e dell’attraversamento dei confini hanno da sempre caratterizzato il lavoro di Agnese Purgatorio, che nel tempo ha sperimentato fotografia, collage, performance, installazioni, scultura, scrittura e suono inseguendo le tracce di memorie personali e collettive. Nella mostra realizzata per la MLB l’artista presenta una serie di collage digitali, appartenenti alla serie Dalla Clandestinità, e alcuni inediti della serie This side of Paradise. Due scenari opposti a confronto: da un lato una folla incerta di migranti instabile sul precario ponte costituito da una cartina geografica dell’Italia che galleggia sul mare, capitanata da un’artista incinta, dall’aspetto temerario e dallo sguardo visionario; dall’altro lato bambini e persone adulte in fuga che superano i margini della boscaglia protette da guardiane immaginarie e guerriere ardite, quasi amazzoni, che affiorano per diventare simbolo della rinascita in una specie di rituale di iniziazione, di purificazione, che allontana le avversità. In entrambi i casi una migrazione metaforica e silenziosa che racconta quella vera in una atmosfera quasi surreale.

Nella video-installazione Cerebrale, invece, voci di donne yazide, abitanti del Kurdistan iracheno, raccontano la loro fuga dai territori occupati mentre una bambina, con un megafono, replica una sorta di rito girando intorno ad un albero di ulivo secolare.
Come scrive Martina Corgnati, “la bambina sparisce e ricompare, sparisce e ricompare, come se giocasse circolando intorno al tronco in un rituale antico e misterioso. Dal suo megafono premuto contro la bocca escono frasi e parole incomprensibili, proferite in lingue sconosciute da voci femminili diverse, voci che sembrano scaturire dal paesaggio stesso, torrido di cicale, quei luoghi in cui i greci antichi riconoscevano il segno magico e inquietante di Pan”. Una pratica artistica capace di immaginare mondi migliori sulle tracce della memoria collettiva, di esprimere l’indicibile e di creare un dialogo interiore con lo spettatore. L’installazione Cerebrale è tra le opere della collezione permanente del Musma, Museo della Scultura di Matera.

Nel video e nelle fotografie di Francesco Di Giovanni protagonista è invece una bambina etiope di dieci anni che, col il nastro ‘fragile’, imballa la bandiera europea. Il nastro è impiegato per tenere assieme e per proteggere gli elementi che costituiscono una comunità talvolta minata nella propria unità e stabilità. L’unica stella della bandiera europea che rimane visibile rappresenta l’àncora di salvezza a cui la piccola Sami si è aggrappata per cominciare una nuova vita: è quella dell’Italia, il paese in cui lei è stata adottata e che le ha permesso di ricostruirsi una famiglia.

“The Flag Relocation”, come sottolinea Maria Chiara Wang, “è l’ultimo capitolo della ricerca artistica di Francesco Di Giovanni fondata sul tema della ricollocazione. Grazie alla metafora del trasloco, estesa negli anni ad ambiti e a contesti differenti, l’artista si fa portavoce di una filosofia della migrazione argomentata visivamente mediante la produzione di media eterogenei come performance, fotografia, video e installazioni”.
La stessa opera è presente in contemporanea dal 21 settembre al 10 novembre nella mostra Da Guarene all’Etna 2019. Boiling Projects a cura di Filippo Maggia a Guarene d’Alba nella storica sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dove espongono venticinque esponenti della ricerca fotografica italiana attuale.

La mostra è visitabile dal 4 ottobre fino al 16 novembre, e ogni sabato dalle 15 alle 19 vengono effettuate visite guidate.

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