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Pietro Paladini, in un giorno qualunque, perde tutto: il lavoro, la patente, il telefono, la figlia che se ne va, la fiducia. Ma Pietro non ha voluto tutto questo, la sua colpa è essersi fidato delle persone sbagliate e di non avere capito che, con sua figlia Claudia, le cose erano finite già da un pezzo. E a pensarci bene, intuisce anche quando. E via con l’elenco delle cose che non ha più, i genitori, la moglie, il cane, il fratello, una litania infinita di autocommiserazione che importa solo a lui.
Una scossa tellurica spazza via tutto, anche la relazione con D., una donna con cui la somma di tenerezza, rispetto, attrazione non è mai diventata “un qualche luminoso tutt’uno”.
Pietro è costretto a mettersi in fuga, scappa da Roma, ritorna al nord, ritorna da lei, da Marta, da cui erano sempre fuggito. È nel momento di massimo spaesamento che Pietro vede la vita che non ha vissuto, o meglio, il “passo” di distanza che l’ha staccato da Marta. È da lei che è sempre scappato, in tutti questi anni, ma non lo sapeva. Anni di finzione a sè e agli altri, a sua moglie che tanto sapeva e che lui non ha mai amato. Ora può dirlo.
Marta, sorella della moglie, è l’unica che Pietro abbia sempre amato, quindi evitato. Non può più fare finta di niente, dopo che, per una vita, ha fatto finta di niente.
Vedere Marta lo inchioda alla sua “imperdonabile colpa”, quella di essere sempre stato, appunto, a un passo da lei, dal dirglielo, dal farlo, dopo averla abbandonata tanto tempo prima.
Mezzo svenuto tra gli scaffali di un supermercato, tra l’indifferenza di tutti, deve dire a Marta quanto è scappato e quanti ha trascinato con sè.
Ancora non capirebbe bene cos’ha combinato se non fosse sua figlia Claudia, adolescente, a spiegargli la teoria delle terre rare: “la loro estrazione comporta la distruzione dei minerali che le contengono (…). Si parte da un essere solitario, che di per sè è abbastanza comune, per ottenere qualcosa invece di raro e difficile da raggiungere. Perciò quando si arriva ad avere la cosa difficile da raggiungere, l’essere solitario non c’è più”.
Pietro per trovare e ammettere, ha dovuto distruggere, ha dovuto trovarsi abbandonato e tradito, ha dovuto trovarsi davanti a Marta, bella come una gemma su cui si posa un raggio di luce.

Sandro Veronesi, Terre rare, Bompiani

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