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21 marzo con Libera: Orizzonti di giustizia sociale. Passaggio a Nord Est

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21 marzo con Libera: Orizzonti di giustizia sociale. Passaggio a Nord Est

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Come ogni anno dal 1996, il 21 marzo Libera e Avviso Pubblico insieme alle scuole, a realtà del terzo settore e a tanti cittadini, organizzano e celebrano la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, dal 2017 riconosciuta con legge del Parlamento: con le centinaia di familiari delle vittime, ci si ritrova ogni anno in tanti luoghi in Italia e non solo, per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie.

“La trasmissione della memoria – ha spiegato Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera e responsabile Libera Memoria, a margine della Assemblea Nazionale dei familiari delle vittime innocenti delle mafie – a partire dai ricordi personali, necessita di una condivisione fattiva da parte delle intere comunità in cui viviamo, solo in questo modo quei ricordi possono contribuire a ricostruire pezzi di storia non scritta nei libri di scuola, che in molti caso hanno letteralmente fatto luce sulle modalità con cui le mafie hanno aggredito il territorio. Non solo, per l’intera rete di familiari e attivisti della rete di Libera è fondamentale che la memoria da portare avanti sia una memoria viva”.

Il tema di questa XXIV edizione, alla manifestazione nazionale a Padova, è ‘Orizzonti di giustizia sociale. Passaggio a Nord Est‘. Un’occasione di riflessione e rilancio per questo territorio: si tratta di cogliere la strutturazione locale degli scambi commerciali, culturali e sociali esistenti, che hanno prodotto ricchezza e prosperità, ma che in parte hanno anche permesso a mafie e corruzione di diventare soggetti riconosciuti e strumenti riconoscibili in un così vasto territorio. Un territorio nel quale, come hanno dimostrato le recenti cronache, la criminalità organizzata ha attecchito e prosperato con lo spaccio di droga, con il più recente traffico di rifiuti, nelle finanze, nel riciclaggio di denaro sporco con l’acquisto di immobili, fino alle redditizie sale scommesse.
Nel Nordest le vittime innocenti non sono solo persone, ma interi luoghi, esseri viventi e territori, distrutti e calpestati dall’incontro tra clan italiani e stranieri nel tessuto imprenditoriale locale, dalle attività di intermediazione e di manodopera gestite dai clan nell’edilizia, nel turismo, nell’agricoltura, grazie anche ai rapporti tra gruppi di ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra con la politica corrotta e l’imprenditoria connivente. Secondo i dati presenti nella relazione del primo semestre 2018 della Direzione Investigativa Antimafia, nelle tre regioni del Nord Est le operazioni sospette, nei primi sei mesi del 2018, sono complessivamente 4.281 pari al 7,7% del totale nazionale. Il maggior numero di segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio sono nel Veneto: ogni giorno in questa regione presso banche ed enti creditizi si effettuano 19 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette di riciclaggio. Sono 161 beni immobili confiscati e destinati agli enti locali (Veneto 126, Friuli Venezia Giulia 19, Trentino Alto Adige 16) e 268 ancora in gestione presso l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Fonte: Relazione semestrale 2017, Direzione Investigativa Antimafia)
Secondo il Rapporto Ecomafie 2018 di Legambiente poi nelle tre regioni del Focus Nord-est complessivamente sono stati 1.706 le infrazioni ambientali: ciò significa che lo scorso anno sono stati verbalizzati più di 4,5 reati al giorno con 1.914 persone denunciate e arrestate e 552 sequestri effettuati (circa il 7% del totale nazionale). Il Veneto è la regione con il maggior numero di reati accertati con 872, 1.267 persone denunciate e arrestate e 318 sequestri, segue il Trentino con 542 infrazione accertate, 207 persone denunciate e arrestate e 9 sequestri mentre in Friuli Venezia Giulia sono 292 infrazioni, 440 persone denunciate e arrestate e 225 sequestri.

Ed è di pochi giorni fa una delle più grosse operazioni contro la criminalità organizzata in Veneto: 33 ordinanze di custodia cautelare contro appartenenti a ‘ndrine operanti in Veneto da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Padova e dei Finanzieri del Comando provinciale di Venezia a seguito delle indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia. Mentre tra fine febbraio e inizio marzo, a seguito di indagini sulle minacce rivolte a Monica Andolfatto, segretaria del Sindacato giornalisti del Veneto e giornalista del Gazzettino la Direzione distrettuale antimafia ha emesso 50 misure di custodia cautelare, tra cui quella al sindaco di Eraclea, che ora rischia di diventare il primo Comune in Veneto sciolto per infiltrazioni mafiose.

C’è ancora difficoltà ad assumere le mafie e i fenomeni corruttivi come una questione nazionale. Questa resistenza è preoccupante perché proviene dalle regioni che determinano l’andamento dell’economia nazionale. Se le mafie non uccidono non esistono. Falso. Questi rapporti di forza però possono essere ancora sovvertiti se mettiamo insieme la necessità di giustizia e l’urgenza della sostenibilità, senza lasciare nessuno indietro.

Una scena di Va pensiero © Silvia Lelli

Nella nostra Emilia Romagna, le cose non vanno molto meglio. Solo un esempio, che non riguarda la cronaca giudiziaria, ma quanto la cultura e i suoi strumenti possano far paura. Marco Martinelli ed Ermanna Montanari del Teatro delle Albe di Ravenna sono gli autori di ‘Saluti da Brescello’ e ‘Va pensiero’ (visto anche qui al Teatro Comunale Claudio Abbado nel marzo scorso), spettacoli ispirati alla vicenda di Donato Ungaro, giornalista e vigile urbano licenziato dopo aver pubblicato articoli sull’infiltrazione della mafia nel suo Comune. Ungaro successivamente ha contestato il licenziamento in Tribunale, vincendo in tutti i gradi di giudizio. L’amministrazione di Brescello poi nel 2016 è stata la prima sciolta per condizionamenti e infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna. In questi giorni l’allora sindaco, Ermes Coffrini, ha depositato una querela al Tribunale di Milano in cui si diffida di portare in scena lo spettacolo nei confronti di Marco Martinelli (autore), Marco Belpoliti (editore) e di Ermanna Montanari (attrice e non autrice) e anche all’ex vigile Donato Ungaro.
La manifestazione regionale si terrà a proprio Ravenna. La città romagnola era già stata scelta prima di questa vicenda, che tuttavia ha un innegabile valore simbolico. La scelta è derivata dal fatto che negli ultimi anni indagini della Magistratura e delle forze dell’ordine hanno dimostrato come soggetti affiliati alla camorra ed alla ‘ndrangheta abbiano operato nel capoluogo ed in numerosi comuni della Provincia. Da segnalare, in particolare, due settori: il gioco d’azzardo e il traffico di stupefacenti. Questi ultimi in arrivo a Ravenna attraverso un doppio canale: la cocaina dal Brasile all’Africa (Nigeria) o all’Europa (Spagna) con destinazione finale Italia; hashish e marijuana, dall’Albania alle coste ravennati e nelle riserve naturali del Delta del Po.

Il 21 marzo a Ferrara. Clicca QUI per leggere il programma delle iniziative

I nomi da ricordare

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