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Ad Anatomie della Mente Stefano Caracciolo parla di “Verso ‘L’Infinito’ e oltre.. Pessimismo e Malinconia nella vita breve e dolorosa di Giacomo Leopardi”

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Domani, giovedì 12 maggio, alle ore 16.30 nella cornice della Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea (via Scienze, 17), si terrà il nuovo appuntamento del ciclo di Anatomie della Mente, le conferenze dei Giovedì di Psicologia a cura di Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica dell’Università di Ferrara, giunto quest’anno all’ottava edizione e con accesso libero e gratuito per tutta la città.

“Verso ‘L’Infinito’ e oltre..”. E’ questo il titolo della conferenza nel corso della quale Caracciolo, parlerà del pessimismo e della malinconia nella vita breve e dolorosa di Giacomo Leopardi…“Giacomo Leopardi (Recanati 1798-Napoli 1837), conte e poeta, figlio obbediente prima e ingrato poi di un padre severo e autoritario, ha avuto vita breve e dolorosa.. Il Morbo di Pott, da cui Leopardi era affetto, è una variante della tubercolosi in cui il micobatterio non si localizza nei polmoni, ma danneggia i corpi vertebrali, che si distruggono e collassano. Ne derivano, come nel caso del poeta, sintomi scheletrici (cosiddetta “gobba”: Leopardi ne aveva due, una anteriore e una posteriore, definita scherzosamente “il mio astuccio per le ali”), neurologici (dolore da compressione nervosa, parestesia e sintomi visivi) e sintomi cardiorespiratori che spesso conducono alla morte. Leopardi soffrì per tutta la sua vita, cercando di lottare contro la malattia e imponendosi ritmi di studio incredibili sulle sue ‘sudate carte’, spesso scrivendo in ginocchio fino a tardi la notte. Attraverso le immagini d’epoca ed i filmati tratti da documentari e dal ‘Giovane Favoloso’ di Mario Martone, la figura di Leopardi sarà riesplorata alla luce della psicologia e la sua opera riletta con il metodo psicobiografico, con una analisi psicoanalitica della sua poesia più celebre: ‘L’Infinito’.

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