Home > COMUNICATI STAMPA > Agricoltura: dal 28 al 30 novembre 2019 a Ferrara la terza edizione della fiera internazionale Futurpera

Agricoltura: dal 28 al 30 novembre 2019 a Ferrara la terza edizione della fiera internazionale Futurpera

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

Nuove opportunità di mercato, ricerca sui temi fitosanitari, confronti tra gli operatori della filiera. Dalla Regione un piano di interventi straordinari per l’ortofrutta. Caselli: “Ci rivolgiamo al governo e all’Europa perché occorre un approccio integrato con il coinvolgimento della ricerca e la sensibilizzazione delle istituzioni nazionali ed europee per dare una prospettiva agli imprenditori agricoli”.

La filiera delle pere, importante segmento dell’ortofrutta emiliano-romagnola che con quasi 19 mila ettari, il 70% del potenziale nazionale, è di gran lunga la principale zona di produzione (Europa compresa), sarà al centro di Futurpera, un evento fieristico unico in Europa a Ferrara, dal 28 al 30 novembre.
Nel corso della tre giorni dedicata al comparto, si alterneranno convegni, incontri con i buyer, nuovi mercati per favorire export e consumi, oltre a un focus sulle patologie che, in particolare quest’anno, hanno danneggiato le pere prodotte in regione.

L’appuntamento è stato presentato oggi a Bologna da Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Maggi, assessore del Comune di Ferrara, Stefano Calderoni, presidente della società FuturPera, Gianni Amidei, presidente dell’Organizzazione Interprofessionale Pera e il vicepresidente Albano Bergami, e Filippo Parisini di Ferrara Fiere e Congressi.

“L’affermazione di Futurpera valorizza questo importante settore produttivo dell’Emilia-Romagna -afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- dove troviamo la produzione del 70% delle pere italiane e oltre il 20% di quelle europee. Ma quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con fenomeni – dai cambiamenti climatici, ai parassiti, a nuove patologie fitosanitarie – che hanno danneggiato pesantemente la pericoltura italiana. A rischio oggi, lo sappiamo bene, è la sostenibilità di tante imprese frutticole e dell’intera filiera. La Regione Emilia-Romagna è in prima fila per cercare di risolvere i problemi con interventi immediati e maggiori supporti a ricerca e sperimentazione, sia per l’emergenza cimice che per il danno da maculatura, su cui siamo impegnati a trovare nuove risposte tecniche insieme all’Università di Bologna. Due calamità il cui responsabile principale è il cambiamento climatico, quindi è da noi, dalla nostra capacità e dal nostro impegno nel realizzare strategie di contrasto, che deve venire la soluzione”.

La Regione da inizio legislatura ha messo in campo conoscenze, risorse economiche, strategie per difendere, insieme al reddito di imprenditori e lavoratori agricoli, il futuro dell’agricoltura. A settembre è uscito il bando regionale da 250 mila euro che consente alle imprese di accedere a mutui e prestiti agevolati ed evitare crisi di liquidità.

“Fin da quando si è manifestato il problema- aggiunge Caselli-, abbiamo finanziato, con i contributi più alti in Italia, studi e ricerche e sollecitato più volte il ministero Ambiente a recepire la direttiva Habitat per l’introduzione della vespa samurai, sulla quale sono già in corso sperimentazioni in regione che dovrebbero consentire i primi lanci in campo a primavera 2020. Tra gli interventi vanno ricordati l’assistenza agli agricoltori da parte del servizio Fitosanitario e i bandi sulle reti antinsetto finanziati con 13 milioni. Ai quali vanno aggiunti oltre due milioni di euro per un nuovo bando per le reti di protezione che verrà pubblicato prossimamente. Senza dimenticare gli ulteriori interventi finanziari che verranno incrementati di due milioni nel bilancio 2020 proposto dalla Giunta”.

L’impegno della Regione
Tra le richieste avanzate dalla Regione anche una legge nazionale per la sospensione dei versamenti previdenziali da parte delle aziende agricole, un passaggio fondamentale per evitare alle aziende stesse di trovarsi in situazioni di irregolarità che potrebbero impedire loro di beneficiare in futuro di contributi pubblici, innescando un pericoloso circuito negativo. Altrettanto importante l’integrazione delle giornate lavorate per veder riconosciuto l’istituto della disoccupazione prevista in agricoltura, per coloro che non raggiungessero i livelli minimi oggi previsti.

“Per quanto riguarda le risorse regionali – conclude Caselli -, dopo la modifica della nostra legge sul credito, abbiamo più che raddoppiato le risorse a disposizione del credito agevolato. Con tre milioni di euro l’obiettivo è portare i mutui in essere sul prestito di conduzione a scadenze di tre-cinque anni per tenere conto della crisi di liquidità. Nel nuovo bando le imprese danneggiate dalla cimice avranno la precedenza assoluta sui finanziamenti”.

Con le rappresentanze agricole, le istituzioni, le organizzazioni di produttori, gli enti di ricerca e le altre regioni del Nord è stato definito un importante Piano di intervento, che prevede azioni a livello regionale, nazionale ed europeo, per dare un futuro a un settore essenziale.

Per quanto riguarda le disponibilità a livello nazionale, l’assessore ha ricordato l’impegno del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova per un fondo triennale da 80 milioni di euro da inserire nella legge di bilancio attualmente in discussione e, al livello europeo, la richiesta di risorse dedicate nell’ambito del Fondo per le crisi previsto dalla Politica agricola comunitaria. L’assessore, in qualità di presidente di Arefhl l’associazione delle Regioni europee produttrici di ortofrutta, ha avuto un incontro a Bruxelles con rappresentanti della Dg Agri della Commissione europea per richiedere a favore delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli (Op) maggiore tutela, aiuti economici straordinari e fondi aggiuntivi per la ricerca e per la sperimentazione degli insetti antagonisti.

In Emilia-Romagna sono 16 le Op che trattano in prevalenza e alcune in maniera esclusiva la produzione della pera, su 26 Op riconosciute a livello regionale nel settore ortofrutta che complessivamente aggregano oltre 11 mila aziende.

“La pera- ha concluso Caselli- è una coltura dove vengono impiegati sistemi produttivi a basso impatto ambientale e dove, per la commercializzazione, si ricorre a tecniche innovative per la trasformazione e l’imballaggio. Tutti aspetti importanti per i consumatori che vanno ripresi nelle iniziative a sostegno dei consumi e per ricercare nuovi mercati. L’efficacia della commercializzazione passa, necessariamente, attraverso il sostegno alle attività delle Organizzazioni dei produttori, le Associazioni e le Organizzazioni interprofessionali che rappresentano le chiavi di volta per gestire la produzione e indirizzarla sui mercati”.

Commenta

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi