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Agricoltura. L’Emilia-Romagna fa scuola: a Bordeaux le esperienze della Regione nella gestione del Psr, il Piano di sviluppo rurale, come modello per le regioni francesi

Da: Regione Emilia Romagna

Conferenza sulla nuova politica comune europea e il ruolo delle Regioni nei programmi di sviluppo rurale. L’assessore Caselli: “Investimenti nei progetti di filiera, nelle produzioni Dop e Igp, sostegno al biologico, innovazione e ricerca al servizio di un’agricoltura evoluta: le Regioni efficaci per rispondere ai bisogni dei territori e dei sistemi agro-alimentari locali”

Bologna – L’Emilia-Romagna ribadisce assieme alle altre regioni agricole riunite in Agriregions, il no al taglio del budget Ue per l’agricoltura, e la necessità di un rafforzamento del ruolo autonomo delle Regioni nell’attuazione delle politiche europee e nella gestione delle risorse a favore del mondo rurale, contro ogni ipotesi di rinazionalizzazione della Pac (Politica agricola comunitaria).

E lo fa in occasione della partecipazione dell’assessore regionale all’agricoltura, Simona Caselli, oggi a Bordeaux alla conferenza ‘Politica agricola comune: le regioni come motori della trasformazione dei sistemi agricoli e alimentari’ organizzata in Nouvelle Aquitaine, Regione da lungo tempo gemellata con l’Emilia-Romagna, da Régions de France, versione francese della Conferenza delle Regioni italiana, per fare il punto sulle prospettive della riforma della Pac proposta dalla Commissione Europea e sui risultati delle Regioni nella gestione dei programmi di sviluppo rurale.

Unica Regione non francese all’assise, l’Emilia-Romagna presenta le esperienze e il suo modello di gestione in materia di politiche agricole e sviluppo rurale. A differenza dell’Italia infatti dove le competenze sull’agricoltura sono attribuite dalla Costituzione alle Regioni, in Francia solo nell’ultimo periodo di programmazione lo Stato ha delegato alle Regioni i Programmi di sviluppo rurale. Il ruolo autonomo di gestione delle Regioni ha prodotto importanti risultati, in Italia come più di recente in Francia, consentendo di rispondere in modo mirato alle esigenze e ai bisogni specifici dei diversi territori e assetti produttivi.

“Al di là delle attribuzioni costituzionali che abbiamo in Italia- ha spiegato l’assessore Caselli – le Regioni, come dimostrano anche le esperienze che oggi illustriamo, sono il livello di governo e la scala gestionale più efficaci perrispondere ai bisogni e alle specificità dei territori e dei sistemi agro-alimentari locali. Con la nuova Pac proposta per il 2021-2027 dalla Commissione oltre a un’inaccettabile riduzione delle risorse, si profila una rinazionalizzazione della politica agricola che va contro all’interesse degli stessi agricoltori e che ci impedirebbe di portare avanti le politiche agricole che abbiamo sviluppato in questi anni come gli investimenti nei progetti di filiera, il sostegno al biologico e alla produzione integrata, l’innovazione e la formazione, il riequilibrio territoriale a favore della montagna”.

“Nell’interesse delle specificità delle agricolture regionali- chiude l’assessore -, è indispensabile fare rete a livello nazionale e soprattutto europeo perché è in sede europea che si prendono le decisioni in materia agricola. È quello su cui mi sto impegnando fin dall’inizio del mio mandato con la presidenza di Arefhl, la rete delle regioni e dei produttori di ortofrutta, la coalizione Agriregions e i rapporti con regioni francesi come la Nouvelle Aquitaine con la quale condividiamo il primato in Europa per numero di prodotti a denominazione di origine”.

Alla conferenza, presieduta dal presidente della Regione ospitante Nouvelle Aquitaine, Alain Rousset, e dal Presidente di Régions de France, Hervé Morin, sono intervenuti, tra gli altri, il ministro francese dell’Agricoltura e dell’alimentazione, Didier Guillaume, e il direttore generale della direzione Agricoltura della Commissione Europea, Jerzy Bogdan Plewa.

Rispetto a questa prospettiva, e alla prevista riduzione delle risorse per la Pac che colpisce in particolare modo i Programmi di sviluppo rurale (-15% le stime per l’Italia) l’Emilia-Romagna si è mobilitata sia nella Conferenza italiana delle Regioni sia all’interno di AgriRegions, la coalizione che riunisce undici tra le più importanti Regioni agricole europee, per ribadire presso le istituzioni dell’Unione europea la contrarietà al taglio delle risorse e promuovere emendamenti alla proposta di regolamento della Commissione. Questi emendamenti sono stati fatti propri da alcuni parlamentari europei, tra i quali il vice presidente della Commissione Politiche agricole del Pe, Paolo De Castro, che ne ha previsto la discussione in Commissione nei primi mesi dell’anno.

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