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da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Mercoledì 5 novembre alle ore 11 presso la Sala Estense, i protagonisti del mondo della ricerca sul cancro incontrano gli studenti dell’Università di Ferrara, portando loro i più recenti progressi dell’oncologia e le storie di chi, della ricerca, ha fatto una professione.

L’iniziativa, che si svolge in contemporanea in altri tre Atenei, Bari, Firenze e Trento, rientra nell’ambito degli “Incontri nelle Università”, nati nel 2011 e promossi da AIRC per “I Giorni della Ricerca”.

Ad intervenire a Ferrara saranno i ricercatori Paolo Pinton di Unife e Pier Paolo Di Fiore dell’Università degli Studi e dello IEO di Milano, insieme a Lisa Vozza della Direzione scientifica di AIRC e a Cristian Morisi, testimonial della ricerca. Moderatrice d’eccezione sarà Daria Bignardi, che condurrà i lavori fino all’intervento conclusivo del Rettore Pasquale Nappi.

Ogni giorno in Italia ci sono mille nuovi casi di cancro: un problema quotidiano che si ripete in centinaia di migliaia di famiglie che affrontano la malattia. Oggi, grazie ai risultati della migliore ricerca, è possibile curare buona parte di quei mille tumori. Quando si parla di ricerca sul cancro pensiamo a laboratori, microscopi, provette. Ma la ricerca è fatta prima di tutto dalle persone e dalle loro storie professionali, di vita, di speranza e di passione, che sono al centro degli Incontri nelle Università di AIRC.

“Tutte le cellule del nostro corpo vanno incontro a un continuo processo di turnover – spiega Pinton- in cui c’è un bilancio regolato tra la generazione di nuove e l’eliminazione di cellule vecchie o danneggiate. Nei tumori questo meccanismo si inceppa, per cui le cellule cancerose sviluppano una specie di immortalità. I ricercatori Unife stanno studiando come colpire questa caratteristica del cancro anche grazie al contributo AIRC”.

“I progressi degli ultimi anni hanno delineato la strategia per la lotta ai tumori – sottolinea Di Fiore – basata su due armi: diagnosi precoce e miglioramento della terapia. I farmaci molecolari sono ormai una realtà consolidata nella pratica clinica. Non sono ancora disponibili però per tutti i tipi di tumori e spesso non sono efficaci per tutti i pazienti: in quest’area e in quella della medicina personalizzata ci aspettiamo grandi progressi”.

“Prima Associazione per finanziamenti alla ricerca sul cancro in Italia, AIRC è impegnata da quasi cinquant’anni contro i tumori – ricorda Lisa Vozza – Grazie alle donazioni di quasi un milione e mezzo di soci, è possibile sostenere il progresso della ricerca. AIRC sostiene il lavoro di circa 5000 ricercatori in tutta Italia. La selezione dei progetti di ricerca coinvolge circa 600 scienziati stranieri e 50 italiani, fra i massimi esperti in oncologia”.

Ad intervenire anche Cristian Morisi, concreta testimonianza dell’importanza della ricerca per la cura, che oggi, a 36 anni, racconta la sua storia di bambino curato per un tumore, con coraggio ed entusiasmo, dicendo..“Senza la ricerca persone come me non potrebbero farcela” e Francesca Sara Curatola, volontaria AIRC, che afferma..“Uniti, possiamo rendere il cancro sempre più curabile”.

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UNIVERSITA’ DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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