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Nino Tagliani: “Via Campofranco”

Al cantón fraréś
Nino Tagliani: “Via Campofranco”

Tempo di lettura: 3 minuti

 

La denominazione della Via deriva dalla concessione data, nel XIV secolo dagli Estensi, ai duellanti per potersi battere in un campo franco. Nel vicolo si trova la chiesetta del Corpus Domini. Vi sono sepolti personaggi della famiglia d’Este, fra cui Lucrezia Borgia. Vi è annesso l’antico monastero di clausura delle Clarisse, dove operò S. Caterina de’ Vegri, celebrata anche per il miracolo della cottura del pane. Nella poesia, Nino Tagliani immagina la piccola strada, appartata e silenziosa, come luogo d’incontro tra innamorati, tratteggia le peculiarità del luogo di culto, ricorda l’episodio della santa.
(Ciarìn)

Via Campofranco

L’è na stradéta aηcora coi giarùη,
stricàda fra du mur, već, scalzinà,
na stradéta ch’aη pasa quaś nisùn,
al dì, mo iηvéz ad sira, tut stricà
spiplànd al scur, na ciòpa d’ambruśìn
i zérca al paradìś int uη baśìη.

Uη sitìη quiét, coη sol una ciśìna
dill vòlt avèrta mo più spés saràda
che pochi i tgnós dal tant ch’l’è piculìna,
e da chi mur, a dśéη, quasi lugàda
mo chi ‘g va déntar par curiosità
al sent ch’l’è la più granda dla zità.

Briśa parché là déntar j’à suplì
Lucrezia Borgia, e źént tuta impurtànta
dla storia ad Frara, mo parché uη bel dì
int al cuηvént, da suóra, è dvantà santa
faśénd al paη col Sgnór, ogni matìna,
na ragaza di Vegri: Catarina.

Via Campofranco

È una stradina ancora coi ciottoli, / stretta fra due muri, vecchi, scalcinati, / una stradina dove non passa quasi nessuno, / di giorno, ma invece di sera, tutti stretti / bisbigliando al buio, una coppia di fidanzatini / cerca il paradiso in un bacino. /

Un luogo quieto, con solo una chiesetta / a volte aperta ma più spesso chiusa / che pochi conoscono tanto è piccolina, / e da quei muri, diciamo, quasi nascosta / ma chi vi entra per curiosità / sente che è la più grande della città. /

Non perché là dentro hanno sepolto / Lucrezia Borgia, e altra gente importante / della storia di Ferrara, ma perché un bel giorno / nel convento, da suora, è diventata santa / facendo il pane col Signore, ogni mattina, / una ragazza dei Vegri: Caterina.

Tratto da:
Nino Tagliani (Faηghét), Spulgadur fraresi : da lèzar intànt c’as brustèla la pulenta, Ferrara, SATE, 1968.

Nino Tagliani (Ravalle 1905 – 1998)
Generale dell’Arma dei Carabinieri. Conosciuto nell’ambito dialettale con lo scutmai (soprannome) di Faηghét, ha pubblicato varie raccolte di poesie, tutte in sestine endecasillabi: Spulgadùr fraréśi (1968), Bidùη, urtìg e campanèli (1969), Al marafóη śligà (1971), Sfuracèli (1976), La fiéra di śdaz con Luigi Vincenzi (1977), La pèrdga dal lóv (1978), Stupiùη (1982), Al granadèl (1983).

 

Al cantóη fraréś: testi di ieri e di oggi in dialetto ferrarese, la rubrica curata da Ciarin per Ferraraitalia, esce ogni 15 giorni al venerdì mattina. Per leggere le puntate precedenti clicca [Qui] 

In copertina:  Ferrara, via Campofranco – foto di Marco Chiarini

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