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Al Cinema Boldini il documentario italiano “Dicktatorship – Fallo e basta!” martedì 24 settembre

Da: Ufficio Stampa Arci Ferrara

Martedì 24 settembre alle ore 21.00 verrà proiettato al Cinema Boldini il documentario italiano Dicktatorship – Fallo e basta!, per la regia di Luca Ragazzi e Gustav Hofer.
Al termine della proiezione incontro con il regista Luca Ragazzi e la giornalista Camilla Ghedini
Ingresso 5 euro

La proiezione fa parte della rassegna organizzata e promossa da Fice Emilia Romagna – “Riuscianno i nostri eroi”.

Gustav e Luca sono due ragazzi che vivono insieme da tanti anni. Un giorno, a colazione, una battuta infelice rischia di mettere in crisi il loro rapporto di coppia: possibile che Gustav non si sia mai reso conto che Luca è un maschilista? E come mai anche un uomo progressista come Luca è capace di atteggiamenti sessisti senza neanche accorgersene?

La discussione è il pretesto per iniziare un’analisi puntuale del loro – e nostro – Paese. Un viaggio alla scoperta delle storie di ordinario sessismo dell’Italia di oggi, tra integralisti cattolici, improbabili raduni per “uomini veri”, esperimenti scientifici rivelatori. Incontrando diversi esperti nel campo della sociologia, della scienza, delle arti e persino del porno, provando ad orientarsi nell’intricato mondo dei rapporti di potere tra uomo e donna, Gustav e Luca guidano lo spettatore in un viaggio caleidoscopico e a tratti esilarante che li porterà a una conclusione inevitabile: sono gli uomini a dover cambiare, perché le donne, a quanto pare, lo hanno fatto già da tempo.

Nel loro quarto documentario Luca Ragazzi e Gustav Hofer tornano a esplorare con la consueta e graffiante (auto) ironia i temi culturali e sociali più scottanti per una grossa parte della popolazione del nostro Paese. Dicktatorship è un intelligente e godibile punto di partenza per una riflessione urgente e necessaria sui ruoli e sui generi nella nostra società e insieme un invito a cambiare una mentalità non immutabile: un’impresa che, da esseri capaci di pensiero e non motivati esclusivamente dalla biologia, siamo sicuramente capaci di compiere.

“Nella cultura mediterranea l’uomo sembra dover necessariamente rispondere a un’ideale di virilità: ma cosa si intende davvero per virile? L’uomo virile è “solo” un seduttore impenitente e un amante instancabile, o deve essere prepotente, violento, oppressore? Qual è la differenza tra l’essere uomo e l’essere “maschio”? La cosiddetta “crisi del maschio contemporaneo” altro non è che la sua perdita di potere? Con DICKTATORSHIP abbiamo voluto raccontare come una società fallocentrica e patriarcale non possa produrre che atteggiamenti maschilisti e sessisti. E come questi siano trasversali e indipendenti dal ceto sociale, dalla provenienza geografica, dall’orientamento politico. […]abbiamo deciso di prendere il Belpaese come case-study perché senz’altro l’Italia è un paese dove il maschilismo – e ahinoi la violenza di genere – hanno ancora un ruolo predominante. I dati ci parlano di trattamenti salariali e possibilità lavorative tutt’altro che egualitari, e le cronache riportano quasi quotidianamente notizie allarmanti di femminicidi.”

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