28 Febbraio 2014

Al via ciclo di “L’invenzione del Museo. Oggetti, simboli e collezionismo”, lunedì Federica Rossi ci parla dell’architetto Nikolaj L’vov

UNIVERSITA’ DI FERRARA

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Appuntamento lunedì 3 marzo alle ore 17 nella Sala dei Comuni del Castello Estense con il nuovo ciclo di incontri “L’invenzione del Museo. Oggetti, simboli e collezionismo”, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara e dal TekneHub, laboratorio del Tecnopolo di Ferrara, in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte.
Un pomeriggio sul viaggio in Italia. Il taccuino italiano di Nikolaij L’vov. E’ questo il titolo della conferenza che avrà come relatrice Federica Rossi, docente dell’Istituto di Architettura Marchi di Mosca che per l’occasione presenterà il suo libro sull’architetto russo. Ad introdurre l’incontro sarà Paolo Coen, docente dell’Università della Calabria.
“Il taccuino italiano di Nikolaj L’vov” (Edizioni della Normale 2013), attraverso la prima traduzione italiana e pubblicazione integrale del diario dell’architetto palladiano e conoscitore d’arte, racconta lo stupore dei russi di fronte all’arte italiana.
Nikolaj L’vov (1753-1803), l’architetto russo, che assieme a Charles Cameron e a Giacomo Quarenghi è alle origini della fortuna di Palladio nella Russia di Caterina II, si conserva un taccuino in parte inedito, che raccoglie note e disegni del viaggio in Italia del 1781. Nella seconda metà del Settecento, infatti, i russi cominciano a conoscere, apprezzare e collezionare l’arte italiana e sono terzi, dopo inglesi e francesi, per numero di visite agli Uffizi. Visitando Roma, Napoli, Livorno, Firenze, Pisa, Bologna, Venezia, commenta monumenti e opere d’arte, e incontra personalità significative della cultura dell’epoca. Il diario offre spunti originali sul fenomeno dei viaggiatori russi in Italia – tra i Grand Tourists meno noti del secolo dei Lumi – e getta luce sulla nascente critica d’arte russa, legata al mondo del collezionismo e del viaggio.

Federica Rossi ha compiuto i suoi studi in campo storico artistico sia in Russia che in Italia. E’ nota in quanto autrice di numerosi contributi, che spaziano dall’epoca rinascimentale fino al XX secolo e indagano proprio il rapporto fra le culture artistiche e architettoniche dei due paesi. Nel 2008 per le sue ricerche le sono stati conferiti il premio nazionale Pinax d’Argento e il premio internazionale di Storia dell’architettura James Ackerman (Fondazione Balzan) per la pubblicazione di una delle prime monografie in Occidente su un architetto russo del Settecento Palladio in Russia. Nikolaj L’vov architetto e intellettuale russo al tramonto dei Lumi, Marsilio 2010. Tra i libri pubblicati: Il taccuino italiano di Nikolaj L’vov (Edizioni della Normale, 2013); Mille anni di architettura italiana in Russia (Torino, Allemandi 2013) scritto con Dmitrij Švidkovskij e Andrej Batalov. Ha collaborato con numerose istituzioni, tra cui l’Università di Bologna, lo Iuav di Venezia, il Politecnico di Torino, l’Ermitage Italia di Ferrara, l’Archivio del Moderno di Mendrisio (Lugano). Per diversi anni ha svolto attività di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa; attualmente è professore invitato presso l’Istituto di architettura MARCHI di Mosca (il Vchutemas dove si formò l’avanguardia russa).



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