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Al via il Bando della Camera di commercio per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese femminili

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Tempo di lettura: 6 minuti

da: ufficio stampa Camera di Commercio di Ferrara

Aspiranti imprenditrici “accompagnate” a fare impresa

Le aspiranti imprenditrici della nostra provincia avranno la possibilità di beneficiare dei finanziamenti (fino a 4.000 euro) e dei servizi di accompagnamento previsti dal bando Start up, promosso dalla Camera di commercio di Ferrara in collaborazione con il Comitato per l’imprenditoria femminile. L’iniziativa, che partirà il 15 dicembre prossimo, prevede apposite risorse volte a finanziare, in particolare, le spese sostenute per parcelle notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa, la redazione del progetto d’impresa, la consulenza specialistica nelle aree del marketing, della logistica, della produzione, del personale, dell’organizzazione, dei sistemi informativi, economico-finanziaria e della contrattualistica, le analisi di mercato, l’implementazione del sito Internet aziendale, il deposito di Marchi e Brevetti e l’installazione di sistemi di video sorveglianza. Creare insomma un vivaio, una sorta di ambiente protetto, dove giovani imprenditrici con il pallino del business possano coltivare le loro idee e metterle in pratica, utilizzando gli strumenti che pubblico e privato mettono a disposizione.
Secondo Gisella Ferri, presidente del Comitato provinciale per l’imprenditoria femminile “le tante richieste di informazione già pervenute vanno al di là delle nostre aspettative. Non ci attendevamo, infatti, di trovare un numero così alto di giovani aspiranti imprenditrici pronte a mettersi in gioco e a scommettere su sé stesse per realizzare quel benessere che è stato così duramente minacciato dalla crisi. Come insegnano tante storie di successo, il momento migliore per mettere in piedi un’azienda è muoversi mentre tutti gli altri sono fermi. Un obiettivo – ha concluso Ferri – che si persegue sempre più contando sulle proprie competenze e le proprie abilità. Guardando al mercato e prendendo su di sé, consapevolmente, il rischio di fare impresa”.
Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al servizio “Promozione e sviluppo” della Camera di Commercio (tel. 0532/783820; e-mail: promozione@fe.camcom.it).
Numeri alla mano, nei primi sei mesi di quest’anno, le imprese rosa costituiscono il 22,6% dell’universo imprenditoriale ferrarese, ma è una realtà che sta mostrando di sapersi fare strada rapidamente. All’anagrafe delle imprese, infatti, circa il 62% delle aziende femminili ha meno di 15 anni e ha conquistato, via via, un peso maggiore sul tessuto produttivo. Le imprese nate dal 2010 in poi, infatti, incidono per quasi il 29% sul totale delle imprese registrate nello stesso periodo, oltre 5 punti percentuali in più rispetto alla media generale. L’imprenditoria al femminile, poi, si presenta più cosmopolita. A Ferrara 8 donne alla guida d’impresa su 100 parlano straniero (contro il 6,6 del totale imprese). Sono 656 le aziende femminili straniere ferraresi, circa metà delle quali localizzate nel comune capoluogo. Il tasso di femminilizzazione, ovvero l’incidenza delle imprenditrici nel tessuto produttivo, raggiunge punte assai più elevate rispetto alla media in alcuni settori specifici come quelli dei servizi alla persona (60,1%), della sanità e dell’assistenza sociale (41,2%), nell’attività turistiche (37,2%), nella voce “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (29,5%), nel commercio (27,9%) e, ancora, nelle filiere agroalimentari.
Turismo allargato al femminile: 4 aziende su 5 sono bar o ristoranti:
Nella filiera turistica “rosa” le donne imprenditrici gestiscono soprattutto bar e ristoranti che costituiscono l’81% del comparto. Numeri alla mano su 1.116 aziende a guida femminile che operano nel turismo ben quattro su cinque si occupano di ristorazione vale a dire 906 imprese (il 37% del totale delle aziende del comparto) e di queste oltre la metà sono costituite da bar (514 unità), mentre il 23,7% da ristoranti (215) seguite, per numerosità, dai “take away” (100). Per numero di imprenditrici il settore che segue più rilevante, è quello relativo alle attività creative, artistiche, sportive e di intrattenimento e divertimento che con 100 imprese rosa pesa per il 9% sul totale della filiera turistica. In questo comparto, che in media evidenzia un tasso di femminilizzazione del 19,2%, si smarcano nettamente le attività di restauro dove due aziende su tre sono guidate dalle donne. La terza divisione del turismo più popolata è costituita dall’ospitalità che con 69 imprese pesa per il 6,2%. Qui le donne sono al comando soprattutto di alberghi (36 unità) e di strutture extralberghiere con 31 imprese femminili tra affittacamere, case appartamenti, B&B, residence. Ultimo per numerosità di imprese, in totale 41, ma primo per tasso di femminilizzazione, pari al 51,9% sul complesso delle relative aziende, è invece il comparto dei servizi di intermediazione turistica. Più in particolare l’incidenza delle donne raggiunge punte elevate nei servizi di guide e accompagnatori turistici e nelle agenzie di viaggio.
Le donne imprenditrici trionfano nell’agricoltura e nell’alimentare aprono panetterie:
Su 8.548 imprese agroalimentari 1.615 sono condotte da donne, ovvero il 18,9%. Le imprenditrici si dedicano prioritariamente alla coltivazione agricola dove si registrano il 84,1% delle aziende dell’intera filiera al femminile. Tra queste, per numerosità, si distinguono 1.017 imprese dedite alla coltivazione colture non permanenti (729 di cereali). Ma per incidenza di imprese “rosa” sul tessuto produttivo, l’imprenditoria femminile si fa strada più marcatamente nella coltivazione di riso. Nel comparto della pesca e della silvicoltura la presenza dell’imprenditoria femminile nel sistema imprenditoriale è marcatamente più bassa rispetto alla media contando 150 imprese su circa 1.700 complessive ovvero meno del 9%.
Nell’alimentare un’impresa rosa su due è una panetteria. In generale nel comparto si contano 106 imprese capitanate da donne che pesano il 6,6% sull’intera filiera al femminile. Qui l’indice di femminilizzazione pari al 27,7% appare più alto rispetto alla media. Ma non mancano quote ancora più elevate. E’ il caso della produzione di paste alimentari, nella quale l’incidenza delle aziende rosa sul totale supera il 62% (36 su 58), della pasticceria con il 33,3% (3 su 9). Ma in termini assoluti sono le panetterie a guida femminile a distinguersi nel comparto che con 53 unità costituiscono la metà delle imprese rosa del comparto.

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