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Un viaggio nell’arte surrealista di Ferrara

Alberto Poli, esploratore dell’inconscio
Un viaggio nell’arte surrealista di Ferrara

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Troppo spesso si tende a dimenticare gli artisti di lungo corso. Ricordarli e rispettarli è un dovere di ognuno di noi, amministratori pubblici compresi. Sono bravi, dignitosi, umili e molti di loro, compresi quelli che ci hanno lasciato, non hanno mai avuto amici altolocati o parenti di “qualcuno che conta”, ma hanno costantemente cercato, e cercano tuttora, di sopravvivere con la loro arte. Troppo spesso questi artisti vengono abbandonati a se stessi o ignorati. Qeneau, a questo proposito, affermava “che nella storia della letteratura e dell’arte un grande o un piccolo venga giudicato stupidamente o ignorato, dipende soltanto dalla libertà concessa a tutti gli imbecilli di formulare le loro opinioni”.
Osservando le magnifiche opere di questo nostro decano artista non si può non accorgersi di ciò che accade intorno a noi, l’essere invasi da troppa arte-spazzatura; difficile tenere il conto di tutti gli imbrattatele e ridicoli imitatori di Duchamp, che vengono spacciati per artisti. Sia gli autori che certi sedicenti pennivendoli sono diventati abili manager di se stessi, ed ora più che mai hanno imparato a vendere fumo. Pretendono di convincere l’osservatore che è egli stesso a non capire un’arte spesso incomprensibile e ridicola. “Scioccare” a scapito di stile ed eleganza è ormai una moda. Non capiscono nulla di arte, sono semplicemente dei maestri di pr e marketing.
Ecco perché sento la necessità di occuparmi di un vero artista ferrarese di lungo corso, Alberto Poli, 95 anni il 1 maggio. L’artista surrealfantastico insieme ad alcuni amici, compreso l’altro decano e noto artista ferrarese, pittore e scultore, Alfredo Filippini (95 anni pure lui), ha fondato, molti anni addietro, il noto ‘Club Amici dell’Arte’, tuttora attivo nella nostra città e importante punto d’incontro di artisti di ogni età ed estrazione. Sue preziose opere sono in permanenza, da anni, nel Museo del Surrealismo di Gallipoli e a Los Angeles (Usa). Moltissime le personali e collettive in Italia e all’estero.


Che cosa si intende per surrealismo?
Il surrealismo è un movimento artistico-letterario d’avanguardia francese che nasce negli anni ’20 ad opera di André Breton che attribuisce all’arte un ruolo dove il suggerimento deriva dall’interiorità dell’uomo. Creatività e volontà esprimono, attraverso l’arte, le manifestazioni del subconscio: rifiuto di una forma logica umana e delle sue restrizioni a favore di una totale libertà di espressione. Il surrealismo, inoltre, rivaluta il sogno, l’irrazionalità, cogliendo l’essenza intima della realtà.
I più grandi successi del surrealismo si sono avuti nelle arti figurative, con la fusione fra realtà e sogno, contenuti onirici e visioni inconsce nei lavori di grandi artisti come Magritte, Mirò e Dalì.
Alberto Poli nasce a Ferrara nel 1925. Inizia la sua carriera artistica come illustratore pubblicitario negli anni ’50, collaborando con Carlo Rambaldi (il famoso padre di Et) ed altri noti ferraresi, tra i quali il pittore Giorgio De Vincenzi che lo spronerà verso la pittura.

Col trascorrere degli anni, Poli si convincerà che la ragione impedisce agli artisti di esprimersi in piena libertà, ed inizierà a dare molta importanza alle immagini del sogno, mettendo in risalto l’inconscio. Nell’inconscio il pensiero si trasforma continuamente in immagini e l’arte surrealista è la più adatta a rappresentare questi contenuti. Ciò che importa al nostro artista ferrarese è il potersi esprimere in totale libertà, anche fuori dalla logica: accade così che l’immagine dell’opera possa apparire “assurda”, sebbene i singoli oggetti siano ben definiti. Immagini nitide e reali, ma il cui accostamento non mostra alcun nesso logico. E’ una ribellione alle convenzioni sociali e culturali, concepita come una trasformazione totale della vita attraverso la libertà dei costumi.
Alberto Poli dipinge anche scene inquietanti con precisione fotografica, creando strane creature formate da oggetti di uso quotidiano, sviluppando tecniche che liberano l’inconscio.
Le sue opere spaziano da una serenità onirica a fantasie da incubo, sempre accompagnate dal fascino dell’assurdo, tipico dell’arte surrealista.
Numerosissime le donne nelle sue opere; corpi femminili spesso sensuali e provocatori che antropomorfizzano vari strumenti musicali, per esempio la donna violino o il violino donna etc.
I surrealisti sono gli amici della notte, lo spazio di tempo in cui la natura sembra farsi “libera e vagabonda” lasciandosi esaminare e leggere piacevolmente.
Alberto Poli non dipinge per evadere in un “altro mondo”, ma ne fa già parte e ne è il creatore, e ci concede l’onore di prendervi parte grazie alle sue opere.

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