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Da: Informazioni Aldo Sindaco
Una parte dell’ex macello comunale ospita da alcuni mesi il data center più grande della regione Emilia-Romagna: un’opportunità a disposizione di enti pubblici e soggetti privati che va assolutamente sfruttata per la crescita economica del tessuto cittadino. Ne hanno parlato proprio nella sede di via Trenti il candidato sindaco Aldo Modonesi insieme all’assessore regionale Patrizio Bianchi, alla candidata in consiglio comunale per il Partito Democratico Caterina Ferri e a Riccardo Maiarelli, industriale del settore informatico e presidente di Open1 Srl che ha contribuito alla realizzazione del data center che è di proprietà pubblica, ma gestito attraverso una partnership pubblico privata.

“Questa infrastruttura rappresenta un’opportunità per le imprese e per una pubblica amministrazione sicura ed efficiente. In più occupa un bene comunale in disuso che è stato riqualificato. Si estende su 1000 metri quadri di area interna per apparati e locali tecnici e 745 metri quadri di area esterna per gruppi frigo ed elettrogeni” ha ricordato Caterina Ferri.
“È il primo data center dell’Emilia-Romagna per velocità nativa: grazie ai suoi 100Gb. – ha puntualizzato Riccardo Maiarelli – Rappresenta in generale un’opportunità per le imprese locali che necessitano di potenza di calcolo, sicurezza e affidabilità dei sistemi informatici, velocità di connessione e rispondenza alle ultime normative di sicurezza informatica che sono diventate stringenti”. “Tutti elementi necessari per fare impresa con i big data, che sono già un nuovo settore industriale – ha aggiunto Patrizio Bianchi – Avere un data center nella nostra città significa poter essere competitivi per le imprese. Come Regione abbiamo avviato un dialogo con IBM per portare qui un loro significativo investimento”.
“Siamo vicini al Tecnopolo e allo ‘snodo’ della rete Lepida, un’ area che potrebbe conoscere un forte sviluppo. Sogno che quest’area, così vicina al polo tecnologico, possa diventare un campus dove il tema dei big data possa essere sviluppato, in strettissima collaborazione con l’Università. È una tipo di industria che per iniziare richiede spesso meno investimenti immobiliari rispetto ad altre, abbiamo un’Università che può specializzarsi su questo fronte, abbiamo un’ imprenditoria che su questo versante è matura e pronta ad accogliere nuove sfide. E a Bologna sorgerà il nuovo centro europeo di meteorologia, dobbiamo fare sistema e scommettere in questa direzione” è l’auspicio di Aldo Modonesi.

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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I 5 articoli di Periscopio più letti negli ultimi 30 giorni

05.12.2023 – La manovra del governo Meloni toglie un altro pezzo a una Sanità Pubblica già in emergenza, ma lo sciopero di medici e infermieri non basterà a salvare il SSN

16.11.2023 – Lettera aperta: “L’invito a tacere del Sindaco di Ferrara al Vescovo sui Cpr è un atto grossolano e intollerabile”

04.12.2023 – Alla canna del gas: l’inganno mortale del “mercato libero”

14.11.2023 – Ferrara, la città dei fantasmi

07.12.2023 – Un altro miracolo italiano: San Giuliano ha salvato Venezia

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
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Francesco Monini
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