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Aldo Moro a quarant’anni dal suo assassinio

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Da organizzatori

Il rapimento e l’assassinio per mano delle Brigate rosse, nel 1978, hanno finito per concentrare in quella fine tragica la memoria di Aldo Moro. Nell’intento di riscoprire nella sua interezza questo significativo protagonista della storia italiana, l’incontro intende invece tratteggiarne un profilo biografico completo: l’intellettuale, il giurista, il credente (e dirigente delle associazioni cattoliche), il costituente, il politico, lo statista. Dal 1959 al 1978, Moro fu il principale perno della Dc e del sistema politico italiano, costruendo prudentemente e pazientemente gli esperimenti del centro-sinistra e della «solidarietà nazionale». Per lui erano ambedue strumenti per realizzare nelle condizioni possibili l’obiettivo dello Stato democratico e sociale avanzato indicato nella prima parte della costituzione. Fu anche statista in quanto esercitò con frutto ruoli operativi in cui si cimentò con le possibilità di cambiare concretamente il paese: a lungo presidente del Consiglio, fu poi ministro degli Esteri. La sua esperienza assunse negli ultimi anni un carattere drammatico, non solo per il violento epilogo, ma anche per la crescente difficoltà nel tenere assieme Stato e società, innovazione e tradizione, cambiamento e coesione, in un sistema sociale e politico messo a dura prova dalla transizione degli anni Settanta.

Programma incontri del mese di Aprile 2018
organizzati dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea

GIOVEDÌ 5 APRILE
Biblioteca Ariostea dalle ore 17.00 alle 19. 00
ALDO MORO A QUARANT’ANNI DAL SUO ASSASSINIO
Riflessioni sul suo ruolo di statista e di politico
Conferenza di Guido Formigoni, docente di Storia contemporanea, Università IULM di Milano
Introduce Anna Quarzi
Il rapimento e l’assassinio per mano delle Brigate rosse, nel 1978, hanno finito per concentrare in quella
fine tragica la memoria di Aldo Moro. Nell’intento di riscoprire nella sua interezza questo significativo
protagonista della storia italiana, l’incontro intende invece tratteggiarne un profilo biografico completo:
l’intellettuale, il giurista, il credente (e dirigente delle associazioni cattoliche), il costituente, il politico, lo
statista. Dal 1959 al 1978, Moro fu il principale perno della Dc e del sistema politico italiano, costruendo
prudentemente e pazientemente gli esperimenti del centro-sinistra e della «solidarietà nazionale». Per lui
erano ambedue strumenti per realizzare nelle condizioni possibili l’obiettivo dello Stato democratico e
sociale avanzato indicato nella prima parte della costituzione. Fu anche statista in quanto esercitò con
frutto ruoli operativi in cui si cimentò con le possibilità di cambiare concretamente il paese: a lungo
presidente del Consiglio, fu poi ministro degli Esteri. La sua esperienza assunse negli ultimi anni un
carattere drammatico, non solo per il violento epilogo, ma anche per la crescente difficoltà nel tenere
assieme Stato e società, innovazione e tradizione, cambiamento e coesione, in un sistema sociale e politico
messo a dura prova dalla transizione degli anni Settanta.

VENERDI 6 APRILE
Biblioteca Ariostea dalle ore 17.00 alle 19. 00
Per il ciclo “La società degli individui – Famiglie”
ALLE ORIGINI DELLA FAMIGLIA BORGHESE:
I QUATTRO LIBRI “DE FAMILIA” DI LEON BATTISTA ALBERTI
Conferenza di Marco Bertozzi
Presenta Angela Ghinato
Leon Battista Alberti (1404-1472) scrisse i quattro libri della famiglia tra il 1433 e il 1437 circa. Il testo,
dopo una diffusione manoscritta all’epoca dell’autore, restò inedito e poco conosciuto fino all’Ottocento,
quando uscì in numerose edizioni e ristampe, registrando poi l’interesse di illustri storici e sociologi come
Werner Sombart e Max Weber, all’inizio del Novecento. Si tratta di un dialogo, scritto in volgare, che si
svolge tra alcuni esponenti della ricca famiglia degli Alberti, che da Firenze era stata esiliata. Nel primo
libro si parla dell’educazione dei figli; nel secondo del matrimonio e dell’unità della famiglia; nel terzo
dell’economia e della buona amministrazione della casa; nel quarto delle relazioni di amicizia con altre
famiglie (di pari grado e potere). Questo capolavoro letterario di Leon Battista Alberti rappresenta un
autentico manifesto della civiltà umanistica, un dialogo straordinario che mostra ormai tratti caratteristici
della nostra Modernità.

LUNEDÌ 9 APRILE
Biblioteca Ariostea dalle ore 17.00 alle 19. 00
Per il ciclo “I colori della Conoscenza”
“VEDERE L’INVISIBILE: LA POESIA DI RAINER MARIA RILKE”.
Ne parla Giuliano Sansonetti Docente Unife
Introduce Daniela Cappagli Insegnante
Marina Cvetaeva ebbe a definire la poesia di Rainer Maria Rilke “una topografia dell’anima”,
dunque – per stare al nostro titolo – una topografia dell’Invisibile per eccellenza. Il nostro tentativo
sarà perciò di leggere l’itinerario poetico di Rilke dal Libro d’ore alle Elegie duinesi, per citare le
sue opere più celebri, come un progressivo, tenace addentrarsi nell’invisibile per mostrarlo. Ci
sembra infatti che mai come per Rilke valgano le parole di Manzoni che Franco Fortini amava
citare a proposito della poesia: «Un vero veduto dalla mente per sempre o, per parlare con più
precisione, irrevocabilmente»

MARTEDI 10 APRILE e MARTEDI 17 APRILE
Per il ciclo “I colori della Conoscenza”
LABORATORI DIDATTICI
Istituto di Storia Contemporanea, Vc. Santo Spirito 11, Ferrara ore 17.00-19.00
PRIMO LEVI, I SOMMERSI E I SALVATI
Il contesto storico-culturale. I temi e i contenuti. La lingua.
Due incontri di due ore condotti dal direttore dell’Istituto Gramsci Fiorenzo Baratelli,
con la partecipazione della docente Daniela Cappagli
(è richiesta l’iscrizione)

VENERDI 20 APRILE
Biblioteca Ariostea dalle ore 17.00 alle 19. 00
Per il ciclo “La società degli individui – Famiglie”
LA FAMIGLIA NELLA COSTITUZIONE ITALIANA E LE RIFORME DEGLI ANNI ‘70
Conferenza di Manuela Paltrinieri e Paolo Veronesi
Coordina Roberto Cassoli
Quale significato va attribuito alle norme che la Costituzione italiana dedica alla famiglia? Quali scenari
intesero prefigurare i Costituenti? In questa prospettiva vanno inquadrate le “grandi riforme” legislative degli
anni ’70: esse hanno infatti rappresentato un vero e proprio cambio di scena e avviato un percorso che non si è
ancora esaurito.

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