COMUNICATI STAMPA
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Brano: “I Hate The Capitalism System” di Barbara Dane

La notizia di oggi in realtà è una notizia di qualche giorno fa.
La cosa non ha avuto troppa visibilità e anch’io ci sono arrivato in ritardo.
Però è roba tosta.
Perchè Fidel Castro sarà anche messo “un pupazzo di Rambaldi” (cit.) ma con suo fratello Raul a quanto pare non si scherza.
L’84enne leader cubano infatti si è sparato un certo sketch, ovviamente in mondovisione, insieme a Obama.
Una roba che sembra uscita da una puntata di House of Cards.
Subito dopo la conferenza stampa a due, al momento del consueto “gesto della mano sulla spalla” da parte del presidente americano, il fratello di Fidel non si è lasciato mettere la mano sulla spalla ma ha prontamente afferrato il polso di Obama.
E perchè?
Perchè pare che quel “gesto della mano sulla spalla” sia visto da molti come un segno di sottomissione davanti a quei soliti cattivoni degli americani.
Alcuni lo chiamano addirittura il “gesto della zampa sulla spalla”.
Boh, non so cosa dire.
Di sicuro comandano il mondo anche senza questa cosa.
E sottomissione presunta o effettiva, almeno a livello simbolico la performance di Castro n°2 è abbastanza pesa.
Avrà voluto fare solo il bulletto con l’uomo più potente del mondo?
Di nuovo boh.
Questa è una cosa che sa solo lui.
Quindi per oggi tronco qui i miei studi di castronomia e via con un pezzo sul pezzo.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

 

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano attorno ad esso.

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