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“Anna Frank sei finita nel forno”… Reagisce e viene aggredito davanti alla famiglia al grido di “Duce Duce”

da: Coordinamento Provinciale di Articolo Uno Ferrara

Ieri sera, mentre si trovava a Venezia con la famiglia per festeggiare l’anno nuovo, l’amico e compagno Arturo Scotto è stato aggredito da un gruppo di fascisti al grido di “Duce Duce”, nelle migliori tradizioni squadriste: approccio arrogante, scarica di botte e fuga vigliacca. La sua colpa? Aver protestato di fronte ai cori ‘Anna Frank sei finita nel forno”, inascoltabili.
Lasciando alla moglie Elsa la cronaca dell’accaduto [consultabile nella sua pagina Facebook al link: is.gd/J9s0u0], ci preme sottolinearne l’estrema gravità. Un fatto reso doppiamente grave in quanto non solo si è colpito un ex Deputato della Repubblica, ma si è anche colpito un genitore davanti alla propria famiglia in quello che doveva essere un momento spensierato e di gioia: una condizione di massima vulnerabilità, in cui tutti noi potremmo trovarci in qualsiasi momento.
Un attacco alla nostra idea di comunità, di vita pacifica, ai valori di antifascismo e nonviolenza che tutti noi condividiamo e che rende bene (nel caso ce ne fosse ancora bisogno) il clima di odio crescente che si respira nel nostro paese.
Chi ancora insiste nel negare l’esistenza di un nuovo e pericoloso fascismo in Italia (e non solo), o non ha capito nulla della fase storica che stiamo attraversando o è in malafede.
Nel manifestare la nostra piena solidarietà ad Arturo ed alla sua famiglia cogliamo l’occasione per ribadire, ancora una volta, la nostra riprovazione per questi fatti vergognosi. Riteniamo necessario che venga attuata (così come previsto dalla Costituzione e dalla normativa successiva) una puntuale e severa politica di condanna di ogni atteggiamento o manifestazione fascista sul nostro territorio: dalle scritte sui muri, ai cori nostalgici e ai saluti romani, fino ad arrivare alle aggressioni verbali e/o fisiche. Che avvengano nelle strade, negli stadi, ovunque. Chi commette queste azioni deve essere perseguito e condannato secondo quanto previsto dal codice penale. Non si tratta più di eventi sporadici. Di casi isolati o di ragazzate. Lasciare correre, negare, sottovalutare questi fatti equivale a condividerne le responsabilità.
Noi non ci stiamo!

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