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Le cinque parole che stanno trasformando l’Italia

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Le cinque parole che stanno trasformando l’Italia

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Ho perso le parole / eppure ce le avevo qua un attimo fa… mi posso far capire / anche da te / se ascolti bene / se ascolti un po’ (Luciano Ligabue)

I più ‘aulici’ perdoneranno l’incipit pop-rock, forse sarebbe più adatta una citazione dall’ultimo libro dello psichiatra Vittorino Andreoli, ‘Il rumore delle parole’. Fatto sta che abbiamo perso le parole. Lo penso ormai da un po’ e l’ho sentito dire anche poco tempo fa da Ascanio Celestini nella sua ballata per un quarto stato 2.0, ‘Pueblo’. Abbiamo perso il senso delle parole, la curiosità di indagarne e scoprirne il senso, la voglia di usarle non a sproposito, ma solo se si ha qualcosa di utile – o, Dio non voglia, intelligente – da dire. Forse abbiamo perso addirittura un vocabolario comune di riferimento. Ormai esistono solo le ‘parole d’ordine’ – quale ordine? Sarebbe interessante… parlarne! – e gli slogan, fagocitati come i panini di un fast food. E tutti possono parlare di qualsiasi cosa: al bando gli ‘specialisti’, benvenuti gli ‘influencer’.
Di conseguenza, abbiamo perso la capacità, la volontà, l’interesse per la complessità, per una conoscenza che non sia solo trasversale – come le tanto decantate ‘skills’ – ma anche verticale, che scenda in profondità; per un dibattito che vada al di là delle posizioni arroccate e contrapposte, del tifo da riservare alle curve degli stadi, ma che sia un confronto-scontro dialettico, dal quale uscire con strumenti per un’interpretazione dell’attualità che sia utile per progettare il futuro e, forse, anche con un arricchimento reciproco.

Benvenuto perciò al nuovo ciclo di incontri alla libreria Ibs+Libraccio organizzato per il nono anno consecutivo dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo di Ferrara e dal professor Andrea Pugiotto, ordinario di Diritto Costituzionale, in collaborazione con la Scuola forense dell’Ordine degli avvocati di Ferrara, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Ferrara, del Comune di Ferrara e della Fondazione Forense di Ferrara.
Linguaggio, sovranismo, razzismo, populismo, narcisismo: cinque parole che diventano cinque tappe di un itinerario attraverso l’Italia che cambia, guidati altrettante autorevoli voci della vita pubblica italiana, che attraverso i loro libri più recenti hanno saputo cogliere e interpretare i segnali del cambiamento in corso. ‘Viaggio in Italia. Tappe di una metamorfosi collettiva’ è appunto il titolo di questa serie di incontri, ognuno introdotto e concluso da una lettura a cura del Centro Teatro Universitario che fungerà da detonatore per la discussione. Ai cinque incontri in libreria si affiancheranno inoltre alcune proiezioni cinematografiche, presso la Sala Boldini, curate da Arci Ferrara in collaborazione con Fice e l’Unione dei Circoli Cinematografici Arci.

Da eclatanti fatti di cronaca al linguaggio pubblico e privato, dalla critica agli istituti di democrazia liberale alla contrapposizione tra popolo ed élite, alla messa in discussione del sapere scientifico e della partecipazione al processo di integrazione europea: segnali di un cambiamento profondo di difficile interpretazione. Il quesito che funzionerà come filo conduttore è: l’Italia sta vivendo un momento di crisi – che in greco antico significa smarrimento, ma anche ripartenza – o un vero e proprio cambiamento di stato, che in greco antico si dice catastrofe?
Si inizia venerdì 1 marzo con ‘sovranismo’: a guidare il pubblico sarà Enrico Letta (‘Ho imparato’, Il Mulino, 2019).
Seguiranno, rispettivamente il 6 e il 29 marzo, ‘razzismo’ con Ezio Mauro (‘L’uomo bianco’, Feltrinelli, 2018) e ‘linguaggio’ con Gianrico Carofiglio (‘Con i piedi nel fango’, Edizioni Gruppo Abele, 2018). I due incontri di aprile sono riservati a ‘populismo’ con Maurizio Molinari (‘Perché è successo qui’, La nave di Teseo, 2018) e ‘narcisismo’ con Giovanni Orsina (‘La democrazia del narcisismo’, Marsilio, 2018).

Clicca QUI per il programma di Viaggio in Italia. Tappe di una metamorfosi collettiva

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