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Da: Organizzatori

Da un mese tutte le librerie ferraresi sono “ammalate di… Febbre di S.P.A.L

Il bestseller del tifoso-scrittore Arnaldo Ninfali – con le sue interviste a Bagnoli, Pellissier e Zigoni senior – spopola nelle vendite cittadine davanti a Pederiali, Simoni, Ferrante e persino… Camilleri e il “premio Strega” Albinati

È uscito da poco più di un mese, il volume Febbre di S.P.A.L. – Viaggio sentimentale di un indomito tifoso dalla serie “D” alla “B” scritto dal collaboratore de ‘Lo Spallino.com’ Arnaldo Ninfali (con la prestigiosa prefazione di Gigi Delneri), e pubblicato dalla casa editrice ferrarese Faust Edizioni di Fausto Bassini nella collana sportiva ‘Eupalla’, idealmente dedicata al maestro di giornalismo Gianni Brera. E da un mese, ininterrottamente, questo corposo e appassionato lavoro (corredato di oltre 60 fotografie patinate sia in bianco e nero sia a colori, in gran parte inedite, dai tempi di Paolo Mazza a oggi) occupa i primi posti nelle classifiche settimanali di vendite a Ferrara e nella sua provincia. Tra i 10 autori più acquistati nelle principali librerie di catena del territorio, Arnaldo Ninfali – originario di Vigarano Mainarda come il ‘presidentissimo’ Mazza – sta superando con ritmo costante, da un mese a questa parte, autori come Andrea Camilleri, Elena Ferrante, Marcello Simoni, Marta Marzotto, Chiara Gamberale e persino… il fresco “premio Strega” Edoardo Albinati con il pluripubblicizzato La scuola cattolica. Dalla dolorosa caduta in serie “D” della Real Spal all’ascesa gloriosa della S.P.A.L. 2013 dei ferraresi Colombarini-Mattioli, che riconquista la “B” in soli tre campionati: il racconto in presa diretta di un tifoso-scrittore d’eccezione, che ha seguito la rinascita della Società Polisportiva Ars et Labor – giornata per giornata, in un turbine di gioie e magoni – per le testate on-line Che Spal.it e Lo Spallino.com.
Nel sano delirio da febbre biancazzurra, il passato e il presente s’intrecciano: i “ciao zzio” della mascotte Pendenza e i “Zigo-gol” gridati dallo stadio intero; le danze di Massei e le cavalcate di Di Quinzio sulla fascia; le telecronache di Carosio al Comunale e quelle di Sovrani al ‘Mazza’; i 320 chilometri di un ciclista tifoso da Bolzano, per festeggiare la squadra, e uno speciale allenatore talent scout, Angelo Benini…

Con interviste a storici campioni

Osvaldo Bagnoli e l’onore di giocare nella Spal di Mazza
Giulio Boldrini record di presenze in maglia biancazzurra
Gianfranco Bozzao che marcava Gigi Meroni
Silvano Mencacci che segnò 4 gol a Zoff in una partita
Luigi Pasetti ‘bandiera’ ferrarese doc
Sergio Pellissier da Ferrara alla Nazionale
Arturo Bertuccioli e l’ultimo gol della Spal in “A”
Gianfranco Zigoni e l’ultimo gol subìto dalla Spal in “A”

“Una storia importante, della quale c’è da andare fieri ed io posso vantarmi di averne fatto parte. Passione e amore, come ce ne sono in poche piazze al mondo.”
(Dalla prefazione di Luigi Delneri)

ARNALDO NINFALI (Ferrara, 1948). Nato a Vigarano Mainarda (come il ‘presidentissimo’ Paolo Mazza), testimone oculare degli anni d’oro della Spal in serie “A”, tra tetraedri pubblicitari dello Zabov a centrocampo e pizze da Orsucci nei dopopartita invernali, a vent’anni si trasferisce a Verona dove tuttora vive. Insegnante di Lettere e Latino, ha pubblicato Scandalo ’60 (2012) e La vela e altri racconti (2014). Sito Internet: www.arnaldoninfali.com.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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