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Avventure, confessioni e retroscena di quattro amiche con il posto vuoto nell’armadio

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Un libro da sfogliare, l’ultima delle librerie vecchio stile e un giornalista-scrittore che le storie d’Italia e i loro risvolti li ha raccontati andando a cercare di persona i luoghi e i protagonisti. E poi lettori e lettrici, amici e conoscenti seduti fianco a fianco in quel negozio salotto che è, appunto, la libreria Sognalibro, nel cuore medievale di Ferrara, in via Saraceno 43. Sono questi gli ingredienti della presentazione di ieri del romanzo d’esordio di Riccarda Dalbuoni, Il posto nell’armadio, edizioni ilmiolibro.it. A parlare con la scrittrice Gian Pietro Testa, autore – tra le altre cose – dell’inchiesta sulla Strage di Peteano, che questo libro avrebbe intitolato anche “Amiche mie”, in quanto sorta di evoluzione femminile del celeberrimo film di Monicelli con Ugo Tognazzi e Philippe Noiret.

Riccarda Dalbuoni mette in scena il sodalizio di quattro inseparabili amiche che, come i celebri personaggi cinematografici, condividono il senso dell’avventura e quello dell’ironia, la voglia di divertirsi e la vocazione al mutuo soccorso. Una presentazione azzeccata che si conclude con un buffet fatto in casa, come avviene tanto spesso negli incontri descritti nel libro della 38enne addetta stampa di Occhiobello. E’ bello – dice Gian Pietro Testa – uscire un po’ dai commenti virtuali condivisi sui monitor di pc e smartphone per ritrovare il piacere di un faccia a faccia concreto. Una rete di scambio che spicca il volo dal connubio online di FerraraItalia e dall’evento divulgato su facebook per trasformarsi in una piacevole chiacchierata tra persone in carne e ossa e pile concrete di libri.

Padrona di casa Serenella Crivellari, che gestisce il suo negozio come uno spazio per accogliere gli amici suoi e, più in generale, quelli dei libri, disseminati tra tavoli, mappamondi e scaffalature che sembrano quelle di una casa e non certo di un asettico store. La maggior parte dei volumi, proprio come quello di Riccarda, parlano di ciò che vive intorno: una distesa orizzontale raggruppa la mistica, la cucina e la letteratura ebraica legate al ghetto ferrarese, a pochi passi da via Saraceno; poco più in là l’arte e i retroscena della famiglia estense; ovunque classici, chicche, curiosità dotte o leggere delle case editrici grandi e di quelle più piccole, che sarebbero introvabili in una catena commerciale. Perché il Sognalibro nasce ormai più di dieci anni fa anche per cercare realizzare il motto di Arthur Schopenhauer: “La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”. A lettori, amici e passanti la possibilità di scelta.

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