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“Nodi” al Carcere di Santa Maria Maggiore (VE)

BALAMÓS TEATRO:
“Nodi” al Carcere di Santa Maria Maggiore (VE)

Tempo di lettura: 2 minuti

da: Balamós Teatro

Teatro in carcere: lo spettacolo “Nodi” alla Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia

Si conclude Mercoledì 30 Settembre 2020, alle ore 16.00, alla sala polivalente della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia il progetto “Teatro e genitorialità” dell’Associazione “La Gabbianella”, con lo studio teatrale “Nodi”diretto da Michalis Traitsis e con gli allievi detenuti del laboratorio teatrale: Luciano Bazzan, Gianfranco Duini, William Ramirez, Salhi Sadoun, Fejri Scemellari, Sandor Varga. Al progetto hanno collaborato Francesca EmiliCarla ForcolìnChristopher Kleinselbeckphoto di Andrea Casarivideo di Marco Valentini. L’ingresso è riservato agli autorizzati

L’essere padre o figlio o entrambi i ruoli in un medesimo tempo, è una condizione che accompagna ogni essere umano per tutta la vita e lo tocca a tutti i livelli della propria personalità. Il dolore del tempo perduto, le responsabilità personali, i sensi di colpa, la solitudine, l’impotenza, l’essenza, e le radici del proprio essere figlio o essere padre, i sogni, i ricordi, i progetti, sono diventati nel laboratorio teatrale della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia, parole e lettere. Tenere, aspre, dure, ripiegate, speranzose. Nonostante l’impegnativo lavoro di riflessione che è passato prima di tutto attraverso il corpo, l’intento di tutto il percorso fino alla tappa conclusiva non è stato tanto quello di analizzare il ruolo definito il più complesso al mondo, ovvero quello del genitore, né quello di ragionare sul diritto alla vita affettiva e alla propria identità genitoriale anche in condizione avverse come il carcere. Implicitamente questi temi sono stati toccati, ma si è trattato soprattutto di una esperienza emotiva alla ricerca di vocaboli capaci di esprimere quello che non si dice e che ha a che fare con le zone del silenzio, della riservatezza, a volte della rimozione, e alla ricerca di una conoscenza delle proprie zone più intime e senza la quale non c’è possibilità di trasformazione.

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