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Perché le Biblioteche del Comune di Ferrara non hanno ancora riaperto

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Nonostante il Covit, maturano le prime ciliegie. A Ferrara, nella Ferrara sgovernata dalla Lega, dal Sindaco Fabbri e dal suo Luogotenente in Capo Naomo Lodi, le vergogne sono come le ciliegie: una tira l’altra. Tralascio l’elenco (i ferraresi hanno buona memoria) e vengo direttamente all’ultima vergogna. “Ferrara rimane l’unica città capoluogo della Regione Emilia-Romagna con le biblioteche ancora chiuse”, lo denunciano i sindacati (vedi più sotto) dopo un infruttuoso incontro con i rappresentanti della Giunta di Ferrara. Dunque, la cinquantina di operatori sono pronti a riprendere servizio, pronti cioè a dare un servizio ai lettori e agli utenti, ma il Comune non ha predisposto le minime misure necessarie per evitare pericoli di contagio e non si è  fatta carico di fornire i normalissimi e altrettanto necessari dispositivi (leggi guanti e mascherine monouso). 
Non ci voleva  tanto. E c’era tutto il tempo per farlo. Così hanno fatto a Bologna, Ravenna e Reggio Emilia. E così hanno fatto altri comuni della provincia di Ferrara che la loro biblioteca pubblica l’hanno riaperta: il 18 maggio (cioè ieri: ‘giornata nazionale delle riaperture’), o addirittura la settimana scorsa, come a Portomaggiore o in altri paesi. Dunque, quando riapriranno le biblioteche di Ferrara, ex città d’arte e di cultura? Per ora non è dato sapere. Quel che è invece è da aspettarsi è una prossima ciliegia, una nuova vergogna. I ferraresi sono avvertiti.
(Francesco Monini)

 

Da: FP CGIL, FP CISL,FP UIL FERRARA

A proposito del fatto che le biblioteche del Comune di Ferrara non sono ancora riaperte, ci interessa precisare quanto segue: – avevamo già posto la questione della riapertura delle biblioteche comunali durante un incontro sindacale tenuto in data 6 maggio e ci è stato risposto da parte del Direttore generale dell’Amministrazione Comunale che le biblioteche stavano chiuse fino al 18 maggio, perché ciò era quanto previsto dal DPCM del 26 aprile, al di là dell’ordinanza regionale che lo consentiva anche prima, a partire dal 4 maggio; – la posizione da noi espressa in quell’incontro è stata quella di aprire in tempi rapidi tutte le biblioteche comunali, ovviamente in condizioni di tutela della salute e della sicurezza sia di chi lavora sia degli utenti; – siamo tornati sulla questione della riapertura delle biblioteche in un successivo incontro il 15 maggio, durante il quale è emerso che non era fissata una data per la riapertura e che soprattutto non erano ancora disponibili i meccanismi di protezione individuale per le lavoratrici e gli utenti. Successivamente è stato fissato un nuovo incontro tra Amministrazione Comunale e OO.SS.- RSU del Comune per la tarda mattinata di giovedì 21 maggio per esaminare tutte le problematiche inerenti la riapertura delle biblioteche.
Da parte nostra, come abbiamo fatto presente nel corso degli incontri suddetti, ribadiamo il nostro giudizio negativo sulle responsabilità dell’Amministrazione comunale, che non ha affrontato in modi e tempi utili il tema della riapertura delle biblioteche, tant’è che oggi Ferrara rimane l’unico capoluogo di provincia della Regione Emilia-Romagna che vede le proprie biblioteche chiuse.
Ci attendiamo che, nel corso del prossimo incontro del 21 maggio, tutte le questioni vengano risolte positivamente per dare corso rapidamente alla riapertura delle biblioteche, a partire dalla dotazione dei meccanismi di protezione della salute e sicurezza, ma anche degli altri punti non ancora chiariti, in particolare relativi al fatto che riapriano tutte le biblioteche presenti nel territorio comunale e che arrivino risposte sulle carenze occupazionali che il servizio continua a registrare. In mancanza di ciò, dovremmo concludere che perdura una forte e inaccettabile sottovalutazione da parte dell’Amministrazione comunale dell’importanza delle biblioteche comunali e continuare, nelle forme adeguate, la nostra iniziativa perché, invece, ci sia un giusto riconoscimento e valorizzazione del ruolo che esse svolgono nella città.

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